Gheddafi attacca gli Usa. Scontri a La Sapienza

Venerdì, 12 giugno 2009 - 11:15:00

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Gheddafi a Roma con la sua tenda beduina. L'AGENDA

Gheddafi vuole incontrare gli ebrei libici a Roma

"Francamente mi sembra eccessiva l’accoglienza nei suoi confronti" attacca la presidente dell’Associazione italiana rimpatriati dalla Libia (Airl), Giovanna Ortu. "È vero che nessun nemico è per sempre - aggiunge - ed è vero che sono passati tanti anni e che Gheddafi ha riconosciuto che non avevamo colpe ma questa visita è articolata come non ne ho mai viste in precedenza. Il solo aspetto che sarà totalmente gestito dai libici è l’incontro che riguarda Gheddafi con i rimpatriati, così vogliono definirci, che si svolgerà fino a prova contraria sabato mattina - conclude la presidnte dell’Airl - e con ogni probabilità nella tenda allestita da Villa Pamphili".

Secondo giorno della visita del leader libico a Roma. Dopo le polemiche sull'intervento in Aula, l'incontro con i parlamentari è stato spostato a Palazzo Giustiniani. "Nell'86, Usa come Bin Laden. Hanno fatto dell'Iraq un Paese islamico. Serve dialogo anche con i terroristi", ha detto il leader libico ai senatori.

SCONTRI A LA SAPIENZA. Alta tensione all'Università La Sapienza per la visita di Gheddafi.  L'arrivo di un corteo di auto seguito da un'ambulanza della Croce Rossa e da una della Mezzaluna Rossa ha scatenato gli studenti, e che hanno dato il via ad un lancio di oggetti, uova e spruzzato vernice rossa contro polizia e carabinieri in assetto antisommossa. Gli uomini delle forze dell'ordine hanno effettuato una breve carica di contenimento.


Proteste a La Sapienza
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Gheddafi parla a La Sapienza
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GHEDDAFI IN CAMPIDOGLIO. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha affermato che ora che Italia e Libia "hanno chiarito onorevolmente il rapporto" tra i loro popoli, "sia il governo italiano che il governo libico devono fare tutto il possibile affinche' non siano le famiglie degli esuli italiani e degli ebrei tripolini le uniche a continuare a pagare il prezzo delle tragedie del passato". Affiancato dal leader libico Muammar Gheddafi sulla balconata di Michelangelo in  ampidoglio, Alemanno ha anche auspicato un impegno comune d'Italia e Libia "contro il terrorismo e per la difesa dei diritti umani chiarendo tutti i dubbi e gli equivoci che possono gravare sul presente e sul passato delle nostre nazioni".

IL DISCORSO DI GHEDDAFI AI SENATORI. Il leader libico nel suo intervento ha citato Berlusconi, Andreotti, Cossiga, Dini e ha parlato di un incontro con "vecchi amici". "L'Italia di oggi non ha nulla a che fare con l'Italia di ieri - ha detto Gheddafi con riferimento all'epoca coloniale - ma per molti anni era rimasta una situazione psicologica di insoddisfazione e di dolore nei confronti dell'Italia. Io ho cercato di lavorare per superare questa condizione, per arrivare ad uno sviluppo dei rapporti tra i due Paesi". "Ho sempre detto che l'Italia doveva chiedere scusa per quanto fatto nel periodo fascista e in quello prefascista - ha aggiunto -. Abbiamo sempre ribadito la necessità di un risarcimento per i danni morali e materiali che ha subito ogni famiglia in Libia. Anche se ogni indennizzo non ha valore di fronte alle atrocità subite dal popolo libico, le atrocità e le umiliazioni, oltre alla distruzione del territorio libico, a causa del colonialismo italiano. Ma noi non chiedevamo nulla di materiale: ma sul piano politico sì. Serviva una condanna del passato e un riconoscimento degli errori del colonialismo".


Gheddafi parla ai senatori
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Gheddafi ha spiegato come in passato nessuno avesse messo in conto il fatto che la Libia potesse diventare un Paese di cui l'Italia avrebbe avuto bisogno per le fonti energetiche, una nazione economicamente e militarmente forte: "Altrimenti certo non avrebbero commesso certe atrocità", atrocità "di cui forse oggi molti italiani delle nuove generazioni neppure hanno idea". Ma se si sanano quelle ferite ("che andavano sanate, non volevamo ulteriori ostilità") si può davvero puntare a cooperazione. Per questo, ha spiegato, il trattato di amicizia è significativo. Ha poi parlato di "giustizia di Dio" ricordando come poi Mussolini venne giustiziato in piazza.

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