In Germania la Merkel perde i pezzi. Ecco come metterà tutti sull'attenti

Giovedì, 14 gennaio 2010 - 10:15:00


Giorni decisivi in Germania per la tenuta dell'esecutivo. C'è aria di crisi. A soli quattro mesi dalle elezioni il governo Merkel-Westerwelle ha perduto la maggioranza: la coalizione tra Cdu-Csu e Fdp dispone del sostegno del 45% della popolazione, a fronte del 47% di Spd, Verdi e Linke. A rivelarlo è un sondaggio del settimanale Stern, secondo il quale i responsabili maggiori del crollo sono i liberali, scivolati di due punti nell'ultima settimana e ora al 10%, dopo aver ottenuto il 14,6% nelle elezioni del 27 settembre.

Germania Merkel Westerwelle
Merkel-Westerwelle


La caduta di immagine del governo è dovuta soprattutto ai litigi tra i due partiti della coalizione sulle riduzioni fiscali promesse in campagna elettorale da Westerwelle e inserite nell'accordo di governo. I liberali hanno lanciato una proposta impegnativa, ovvero un taglio delle tasse pari a 35 miliardi di euro. Secco il no della Merkel che già in campagna elettorale aveva avanzato un taglio di 15 miliardi di euro.

Il piano per la riforma fiscale potrebbe essere deciso giá quest'anno, ma per entrare in vigore nel 2011. Le perdite delle entrate di circa 20 miliardi di euro, a causa della tesa situazione che si é creata per la crisi finanziaria, pesano pesantemente sul bilancio dello Stato. Un recente sondaggio inoltre ha messo in evidenza che anche la maggioranza dei tedeschi (58%) è contraria all'abbassamento delle aliquote fiscali, a causa dell'indebitamento record di 100 miliardi di euro previsto per quest'anno.

La Merkel ora ha due possibilità per rimettere tutti sull'attenti, giovedì durante il consiglio federale della Cdu e soprattutto domenica nella riunione "di crisi" con i vertici dei partiti che formano la coalizione di governo.  

Giovedì ci si aspettano un intervento deciso della Merkel per respingere le critiche, senza precedenti da quando è alla guida della Cdu, dei dirigenti cristiano-democratici di quattro Lander che la accusano di stile presidenziale e di avere vinto le elezioni per un colpo di "fortuna". L'obiettivo della Merkel è di arrivare forte, domenica, al "vertice di crisi" della coalizione e mettere in ordine le cose. Non sarà semplice perché la Cdu è un partito per nulla centralizzato e disciplinato, frammentato in numerosi centri di potere locali che hanno grande influenza sui vertici nazionali e che al momento sono in agitazione. Con l'Spd la partita della Grosse Koalition per la Merkel è stata semplice, le hanno lasciato fare e lei ha saputo imporre il suo punto di vista. Ma con i liberali è  tutta un'altra storia e per ora la ragazza venuta dall'Est sembra in affanno.

Oscar Lafontaine
Oscar Lafontaine
Se nel centro-destra è l'argomento tasse a dividere, nella Linke la spaccatura riguarda il ruolo di Oskar Lafontaine, il cui ruolo di padre-padrone è stato messo recentemente in discussione dal presidente amministrativo del partito Dietmar Bartsch, accusato però apertamente da molti suoi colleghi di aver cercato di screditare Oskar il Rosso, rivelando al settimanale 'Der Spiegel' i dettagli di una sua presunta relazione con la deputata della Linke Sarah Wagenknecht. Ad attaccare duramente Bartsch è stato anche il capogruppo della Linke al Bundestag, Gregor Gysi, il quale sulle diatribe interne al suo partito si è espresso in modo lapidario: "Quando non ci pensano gli avversari politici ad attaccarci, questo ruolo ce lo assumiamo da soli".

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