Germania, la Merkel è a un passo dal kaputt
Sono passati solo tre mesi e la Germania ripiomba nell'incubo. Sembrano ormai lontani i tempi in cui Berlino gioiva per la riconferma della Merkel e la fine della Grosse Koalition. "Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo", possiamo governare il Paese "con una solida maggioranza", diceva il Cancelliere all'indomani del voto del 27 settembre scorso. I tedeschi avevano promosso al suo fianco i liberali (Fdp) e bocciato, senza pietà, i socialdemocratici (Spd). Ma quella ventata di aria fresca portata dai liberali di Guido Westerwelle ora rischia di diventare un boomerang per la Merkel.

Merkel-Westerwelle-Seehofer
A togliere il sonno alla Cancelliera venuta dall'Est sono le tasse. La ripresa economica ha spinto l'Fdp ad avanzare una proposta piuttosto impegnativa per il governo: un taglio delle tasse pari a 35 miliardi di euro. Alla Csu, il partito bavarese fratello della Merkel, è toccato il difficile compito della mediazione tra i due alleati: 24 miliardi di euro. Ma dalla Cdu è arrivato un no secco: 15 miliardi di euro, come annunciato in campagna elettorale, e non se ne parla più.
Ma l'economia non è l'unico nodo che rischia di compromettere l'alleanza nero-gialla. I leader dei tre partiti di coalizione (Cdu, Csu, Fdp) si riuniranno il prossimo 17 gennaio per discutere a 360 gradi. I maligni parlano di un summit anti-crisi, e questa volta le difficoltà non riguardano la congiuntura, bensì la politica.
Alla riunione, dovrebbero partecipare - oltre alla Cancelliera tedesca Angela Merkel - i leader della Csu, Horst Seehofer, e della Fdp, Guido Westerwelle, ministro degli Esteri. Oltre alla divergenze sul fisco, anche l'economia e la sanità hanno finora rallentato notevolmente il lavoro del nuovo governo, nonostante le attese della Merkel di potere affrontare queste questioni con maggiore scioltezza, senza gli alleati socialdemocratici (Spd) della precedente coalizione. Seehofer ha comunque negato che il governo sia in crisi, commentando che si tratta di una riunione di "routine". Ma su Berlino è piombata la morsa del gelo... non sono meteorologico.
TEDESCHI IMPOVERITI, META' GUADAGNA MENO DEL 1990
I tedeschi sono sempre più poveri, ma questa volta la colpa non è solo della crisi economica, bensì dell'evoluzione di stipendi e salari negli ultimi venti anni, che non ha tenuto il passo con l'aumento dell'inflazione. Uno studio commissionato all'istituto amburghese "Statista" dal settimanale 'Stern' mette in evidenza che gli addetti nella metà delle 100 professioni più comuni hanno guadagnato nel 2008 meno di quanto percepivano nel 1990.A falcidiare i redditi da lavoro è stata soprattutto l'inflazione, che dal 1990 al 2008 è stata del 47%. Per pubblicitari, addetti nel settore informatico ed odontotecnici il calo reale dello stipendio e' stato del 30%, mentre ancora più disastrosamente sono stati taglieggiati i proventi dei medici, crollati del 50%, anche se questa categoria rimane la meglio pagata in Germania con uno stipendio mensile medio lordo di 6400 euro.
Gli unici a passarsela bene, senza aver minimamente risentito del fenomeno, sono gli impiegati pubblici, i cui stipendi reali dopo la detrazione dell'inflazione risultano più elevati di quelli del 1990. Ancora meglio vanno le cose per i manager privati di livello medio-alto, i cui emolumenti sono aumentati del 18%, pur con un'inflazione complessiva del 47%. Il salario medio lordo dei lavoratori con eta' superiore ai 50 anni e' di soli 3300 euro, 500 euro in più di quello dei loro più giovani colleghi, anche se queste cifre al netto finiscono praticamente per dimezzarsi, non solo per le elevate aliquote fiscali, ma anche per i numerosi ed onerosi contributi previdenziali. L'altra cattiva notizia contenuta nel rapporto è che in Germania sempre meno lavoratori percepiscono la tredicesima e l'indennità di vacanze, quest'ultima di norma assai al di sotto di mille euro.



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