Gerardo D'Ambrosio ad Affaritaliani.it: "Nel Pd c'è una questione morale. I vertici si rileggano Berlinguer"
![]() Gerardo D'Ambrosio |
Visto il caso Pronzato nel Pd si può parlare di una questione morale?
"La questione morale fu sollevata in maniera egregia e inimitabile nel 1981 da Berlinguer. credo che quella questione morale che venne sollevata allora valga per tutti".
Quindi?
"La questione morale purtroppo c'è e dobbiamo rendercene conto tutti. Questa questione morale, in maniera più o meno diversa e intensa, c'è in tutte le componenti partitiche come dimostra allora l'indagine su Mani Pulite. Una volta quando c'era Berlinguer la sinistra si distingueva proprio perché doveva caratterizzarsi da una moralità ben precisa nella amministrazione della cosa pubblica. Purtroppo ci sono dei casi, staremo a vedere fino a che punto sono fondati, che pare abbiano sfiorato anche il Pd. Per fortuna questioni non così grosse come quelle che hanno coinvolto il Centrodestra. Ormai però, tra grandi opere e opere urgenti inferiori a un milione di euro, quasi tutti gli appalti saranno dati a trattativa privata e questi fenomeni che si sono verificati aumenteranno".
In Parlamento è stato approvato un ddl sulla corruzione. Che cosa ne pensa?
"Nulla ha modificato rispetto a prima se non il fatto di aver aumentato e di poco il numero dei vari reati. Reati che sono rimasti quelli e non sono quelli che la convenzione dell'Onu e quella di Strasburgo, rifacendosi un po' alle proposte che avevamo fatto durante Mani Pulite, volevano fossero inseriti".
Che cosa consiglierebbe ai vertici del Pd per affrontare la questione morale?
"Di rileggersi attentamente quello che diceva Berlinguer fin dal 1981".
Rispetto a Tangentopoli com'è la situazione attuale?
"Completamente diversa. Allora tutto era finalizzato al finanziamento dei partiti: per avere le tangenti per il partito bisognava avere anche funzionari corrotti o fedelissimi comunque corrotti. Spesso quei funzionari che l'hanno fatta franca allora hanno fatto da guida alle successive amministrazioni. C'è stata questa forma di corruzione terribile che ha anche inciso sulla qualità delle imprese che non badavano più a migliorare la loro produzione ma miravano solo a ottenere il padrino politico che facesse loro assegnare gli appalti. Se questo si ripetesse sarebbe un fatto negativo per le aziende serie, perché non riuscirebbero a entrare nel giro e rimarrebbero fuori da questi affari perdendo competitività. E la stessa produzione delle opere pubbliche ne risentirebbe fortemente: se l'opera pubblica viene data in certe condizioni non verrà nemmeno controllata adeguatamente".
Daniele Riosa



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