Crisi in Georgia/ Il Quinto Impero Russo: ecco il piano segreto di Mosca

Giovedì, 14 agosto 2008 - 16:20:00


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di Massimiliano Di Pasquale

È un silenzio assordante quello degli intellettuali e dei politici italiani sulla guerra scoppiata in Georgia in questi giorni. Un silenzio che ricorda da vicino quello del '56 e del '68 quando le divisioni dell'Armata Rossa invadevano Budapest e Praga soffocando nel sangue gli aneliti di libertà di migliaia di ungheresi e di cecoslovacchi. Anzi il silenzio odierno è ancora più grave perché avviene a quasi vent'anni dal crollo del Muro di Berlino e dalla fine della guerra fredda.

Spiace davvero constatare come ogni volta che sul banco degli imputati finisce la Russia, la doppiezza e il cinico machiavellismo dei politici e degli intellettuali del nostro paese raggiungano il loro zenith. La Russia spaventa e imbarazza in equal modo gli ex-comunisti e i seguaci di Berlusconi, amico personale di Vladimir Putin, deus ex machina del conflitto esploso in Georgia. Si finisce così per emendare ai principi democratici e a chiudere spesso e volentieri un occhio.

Persino un esperto di questioni internazionali come l'ex ambasciatore Sergio Romano sulle pagine del Corriere della Sera di domenica 10 agosto arriva a rimpiangere il governo fantoccio di Eduard Shevardnadze, ex ministro degli esteri di Gorbaciov cacciato a furore di popolo dalla pacifica rivoluzione delle rose del 2003 e a mettere, seppure velatamente, sul banco degli imputati l'attuale Presidente Michail Saakashvili. Reo di avere voluto per il suo Paese che lo ha eletto democraticamente ben due volte l'affrancamento dal giogo moscovita.


La guerra in Georgia in foto
Gallery



In verità il conflitto scoppiato a Tskhinvali, capoluogo dell'Ossezia del Sud giovedì scorso, estesosi poi ad altre aree della Georgia, Abkhazia in primis, era di quelli annunciati. Un mese fa Eka Tkeshelashvili, ministro degli Esteri di Tbilisi, invocando l'aiuto diplomatico della UE nella risoluzione dei conflitti di Abkhazia e Ossezia, aveva denunciato apertamente i rischi di uno scontro armato con Mosca. Per questo motivo il ministro aveva chiesto il sostegno della comunità internazionale affinché inviasse reparti misti provenienti da vari paesi come peacekeepers per garantire neutralità e sicurezza in queste aree critiche.

MAPPA - I luoghi bombardati nell'Ossezia del Sud


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