Genova/ Dalla Chiesa ad Affaritaliani.it: “Autogol micidiale del Pd"

"Il partito ha fatto un autogol micidiale: aveva il sindaco e ora non ce l'ha più. Il Pd ha una classe dirigente che non è più abituata a misurare il consenso dei suoi candidati". Nando Dalla Chiesa, che ha lavorato fino alla fine del 2009 col sindaco di Genova Marta Vincenzi in qualità di coordinatore della promozione della città, sceglie Affaritaliani.it per commentare la sconfitta alle primarie del Centrosinistra della Vincenzi e della Pinotti, entrambe candidate del Pd e superate da Doria, il candidato appoggiato da Sel. La Vincenzi paga l'alluvione di novembre? "La sua fu un'uscita infelice subito dopo la tragedia, ma lo sbandamento mi sembrava recuperato. La verità è che la contrapposizione tra la Pinotti e la Vincenzi è stata vissuta male dai genovesi".
"Come si spiega la sconfitta del Pd a Genova?
"In queste forme era imprevedibile, ma queste sono spiegazioni che si danno ex post. E' successo che la gente ha vissuto male la contrapposizione tra le due candidate. Non era mai successo che un sindaco dopo la prima sindacatura si vedesse contrapporre alle primarie un altro candidato scelto da una parte del suo stesso partito".
A chi vanno date le colpe di questa sconfitta?
"Non è una cosa riconducibile al segretario cittadino o regionale: ci sono gruppi che si sono mossi in avversione alla Vincenzi per sostenere un'altra candidatura interna al Pd incontrando la disponibilità della Pinotti. Ed è nata una contrapposizione interna tra due donne incomprensibile. E' accaduto quello che è successo in Puglia, a Milano e a Napoli. In questo caso c'è stata pure una presunzione di forza del partito convinto di controllare la situazione genovese visto il consenso che ha il partito in questa zona".
Invece che cosa è accaduto?
"Con gli orientamenti e la sensibilità degli elettori bisogna essere più attenti. Quando si è candidato Doria i sondaggi gli davano massimo il 5%. L'appoggio di Don Gallo è stato certamente importante per la vittoria di Doria, però c'è qualcosa di più: il partito ha fatto un autogol micidiale: aveva il sindaco e ora non ce l'ha più".
Quali ripercussioni può avere a livello nazionale questa sconfitta?
"Il Pd cresce in termini percentuali però paradossalmente si allarga la forbice tra il consenso che prende a livello nazionale e la scelta dei candidati a livello locale. E' stupefacente “.
A livello nazionale conviene fare le primarie?
"Se c'è un anno e mezzo di tempo davanti hanno senso: anche se le primarie possono portare delle sorprese. Ma il problema è di una classe dirigente che non è più abituata a misurare il consenso dei suoi candidati: con le liste bloccate anche all'interno del partito è difficile che ci sia una contendibilità delle posizione dirigenziali. Ma l'incapacità di misurare il consenso è evidente: se il partito avesse visto giusto nel contrapporre la Pinotti alla Vincenzi avrebbe stravinto la prima. Invece questo era il pensiero del partito ma non della gente".
La Vincenzi paga anche la gestione dell’ alluvione di novembre?
"Quello fu un incidente infelice davanti alla tragedia: ma lo sbandamento mi sembrava recuperato. La verità è che la contrapposizione tra la Pinotti e la Vincenzi è stata vissuta come inutile e piuttosto che scegliere per l'una o per l'altra la gente ha scelto il candidato appoggiato da Sel che ha ottenuto un risultato strepitoso".
Daniele Riosa


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