Il futuro è dei 20enni. Ecco perché
Di Alessandro Rimassa
L'Italia va in seconda marcia. A volte in prima, ogni tanto si ferma. Di mettere la terza, la quarta o magari la quinta non se ne parla. E non è una questione di governi, di partiti, di maggioranze. È una questione di età: quanti sono i 70enni che guidano una macchina pigiando il piede sull'acceleratore? Pochissimi. Tanto che i punti persi sulle patenti sono molti di più tra i giovani. Incoscienti, dirà qualcuno. Può darsi, ma anche amanti del rischio, della sfida, del diverso.
Ecco il punto: alla guida dell'Italia, vinca una coalizione o l'altra, per i prossimi anni ci sarà un 70enne. E il futuro è rappresentato da quelli che sono o presto saranno over 50: Fini, Casini, Veltroni, Rutelli…
Così nella politica, ma anche nell'economia: il management italiano, va detto con chiarezza, è fatto da vecchi! Perché i 70enni non pensano a fare lunghe passeggiate in montagna e crociere in paesi esotici? In America Bill Clinton, che dai 60 è ancora lontano, è ex Presidente. E Bush, alla fine del suo secondo mandato, sarà 50enne. In Inghilterra Tony Blair ha meno di 50 anni.



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