"Obama incapace, Biden ciucciamelo". Quando nel Palazzo volano gli stracci

Sabato, 26 giugno 2010 - 10:30:00


Nikki Haley p
Nikki Haley

Ha tradito più volte. La Carolina la vota. FOTO

Il generale americano in Afghanistan Stanley McChrystal sbeffeggia l'amministrazione americana e Obama in un'intervista al settinale Rolling Stones e perde il posto. A nulla sono valse le scuse, dopo un tesissimo faccia a faccia di una ventina di minuti nell'Oval Office il presidente Obama gli ha dato il ben servito: "La subordinazione dei vertici militari alle istituzioni civili è un fondamento della nostra democrazia". Non perché offeso da qualche “insulto personale” né per “dissensi sulla strategia”, ma perché “le regole disciplinari che valgono per l’ultimo dei soldati valgono per il primo dei generali”, ha detto il numero uno della Casa Bianca.

generale Usa2
Obama e il generale Usa

In realtà gli "insulti personali" sono volati eccome. Il vicepresidente Biden è stato ribattezzato Bite Me, ciucciamelo, dai collaboratori del generale, il Consigliere per la Sicurezza Nazionale James Jones "un clown", l'ambasciatore a Kabul Eikenberry "traditore" e l'inviato speciale per l'Afghanistan e il Pakistan Richard Holbrooke "un pericoloso animale ferito".

L'America, tra marea nera e calo di popolarità del presidente Obama (per la prima volta sotto il 50%), perde le staffe. E volano gli stracci, l'ultimo in ordine di tempo arriva nientemeno che dal magnate dell’editoria Rupert Murdoch. All'apertura del New York Forum, sulle "persistenti crisi economiche”, il boss di News Corp. dà inizio ai lavori definendo il presidente degli Stati Uniti ”un irresponsabile”. Va ricordato in proposito che quanto a insulti a Barack il miliardario è stato anche più pesante quando ha detto che l’attuale inquilino della Casa Bianca è ”un razzista".

In politica si sa spesso volano gli stracci. Ed è soprattutto nei momenti di difficolà che il Palazzo aguzza l'ingegno. In Germania all'interno della coalizione della Merkel, in crisi di consensi, gli insulti reciproci sono all'ordine del giorno. Un sottosegretario liberale ha definito "maiali" gli esponenti della Csu bavarese per il modo in cui avevano affossato il progetto di riforma sanitaria del ministro Philipp Roesler (Fdp) e da Monaco di Baviera è arrivata la replica con l'epiteto di "Gurkentruppe", branco di cetrioli, all'indirizzo dei colleghi di partito di Westerwelle.

Anche l'Italia vuole la sua parte. E le perle linguistiche non mancano, Berlusconi che dà del kapò a Schulz durante una seduta all'Europarlamento oppure il più recente, Travaglio costretto a risarcire il presidente del Senato Schifani con sedicimila euro per averlo apostrofato lombrico e muffa.

Berlusconi: "Non possono esserci così tanti coglioni che votano sinistra". VIDEO

Ma è nei salotti televisivi che i nostri politici dimostrano una grande fluidità di linguaggio. E così nel ring di Ballarò un D'Alema che non t'aspetti perde le staffe e dà del "mascalzone, vada a farsi fottere" al vicedirettore de Il Giornale Sallusti. E gli insulti volano anche contro il direttore di Libetro Belpietro e Nicolas Porro per bocca di Travaglio, quesa volta nell'arena di Annozero: "Fascistoide", dice l'editorialista de Il Fatto rivolto alla penna de Il Giornale. E alza il tiro: "Liberali del cavolo!".

Il Cavaliere dà del Kapò a Schulz

Volano gli insulti anche in Parlamento. "Ti spacco il c...", "scimmie" grida il deputato dell'Idv Evangelisti ai leghisti durante una sedura. Parole grosse anche tra Cicchitto e Speroni (quest'ultimo intervistato da Affaritaliani.it): "Pdl un bordello" "Sei un troglodita". E persino il premier si lascia andare: "Non possono esserci così tanti coglioni che votano sinistra".

Acceso scontro tra Bocchino , Urso e Lupi

Ma l'Oscar alla miglior interpretazione va al deputato Nino Strano, eletto nelle liste di AN, che nel 2001 mangia mortadella e stappa lo spumante dopo la caduta del governo Prodi. Insomma è la spettacolarizzazione della politica e di chi la spara più grossa. Tanto l'importante è fare audience e conquistare le prime pagine dei giornali. E su questo punto, come dicevano i nonni, tutto il mondo è paese...

 

Nino Strada
Nino Strano

 


 

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