Gb dopo il voto/ Appello di Cameron ai Lib-Dem: "Governiamo insieme". Ok di Brown

Venerdì, 7 maggio 2010 - 19:00:00


FORUM/ Gb, vince Cameron, ma è senza maggioranza assoluta. Rischio parlamento bloccato. Che cosa ne pensi?

SONDAGGIO/ Come valuti la vittoria di Cameron?

IL COMMENTO 1/ Salvate il soldato Brown Di Achille Lega

IL COMMENTO 2/ E la Gran Bretagna scopre la Prima Repubblica italiana

SCHEDA/ Che cos'è l'"Hung Parliament"?

L'ANALISI/ Cameron più esperto, Clegg più emotivo e Brown più controllato. Leggi il report Gb

SCHEDA 1/ I punti principali del programma dei Laburisti - scheda

SCHEDA 2/ I punti principali del programma dei Conservatori

SCHEDA 3/ I punti principali del programma dei Lib-Dem

Svolta nel Regno Unito dopo il caos politico post-voto, che ha visto vincere i conservatori ma senza la maggioranza in Parlamento. David Cameron, che esplorerà la posibilità di formare un governo di minoranza, ha annunciato che è pronto a fare "offerte" ai liberaldemocratici nel segno di un "grande, aperto e completo" accordo di distribuzione del potere. Anche Gordon Brown ha chiesto ai Tory di tentare un'intesa con Nick Clegg.

- I risultati definitivi delle elezioni britanniche assegnano ai conservatori 306 seggi, ai laburisti 258 e ai liberaldemocratici 57.

LA POSIZIONE DEI TORY - Il leader dei Conservatori David Cameron, che ha vinto le elezioni britanniche svoltesi ieri senza però conquistare la maggioranza assoluta necessaria per governare da solo, ha chiesto ai Liberaldemocratici di Nick Clegg di aiutarlo a formare il nuovo governo britannico. Cameron, che ha ringraziato Clegg per aver riconosciuto il diritto dei Conservatori a formare il prossimo governo - avendo comunque conquistato la maggioranza dei seggi -, ha offerto ai Liberaldemocratici un accordo "ampio, aperto e globale" per una partnership di governo, sottolineando che il paese ha in questo momento bisogno di un esecutivo "forte e stabile".

"Vorrei fare un offerta aperta ai Liberaldemocratici - ha dichiarato Cameron - vorrei che lavorassimo insieme per affrontare i problemi più urgenti del nostro paese: la crisi economica, il debito, i problemi sociali e il sistema politico". Il leader dei Conservatori ha sottolineato che ci sono evidente "divergenze" tra i due partiti, emerse chiaramente in campagna elettorale durante i dibattivi televisivi, ma esiste a suo avviso anche una "base comune molto forte per formare un governo forte".

Cameron ha comunque posto dei paletti fermi, ribadendo che la Gran Bretagna non dovrà "cedere più poteri all'Unione Europea", e dovrà in particolare mantenere il "controllo sull'immigrazione" e "la difesa del paese". Per quanto riguarda invece una eventuale riforma del sistema elettorale, fortemente voluta dal partito di Clegg, Cameron ha detto che "se ne dovrà discutere", ricordando come "i liberaldemocratici hanno le loro idee su questo, noi abbiamo le nostre".

LA POSIZIONE DEI LABURISTI - Gordon Brown è pronto a concedere a conservatori e liberaldemocratici il tempo di discutere un accordo di governo, ma nel caso in cui la trattativa fallisse, il premier britannico uscente e leader laburista è pronto a parlare con gli uomini di Nick Clegg. Brown ha dichiarato di voler risolvere "la situazione per il bene del Paese". Il leader laburista ha rilasciato una dichiarazione a Downing Street. E ha aggiunto: serve una riforma del sistema elettorale e spetta "al popolo britannico approvarla o meno con un referendum".

LA POSIZIONE DEI LIB-DEM - "In Gran Bretagna deve provare a formare un governo il partito che ha vinto più voti e seggi nella tornata elettorale di giovedì". Il leader dei Lib-Dem, tirato per la giacchetta dal premier Brown, ha chiesto ai Tory di verificare se siano in grado di governare nell'interesse nazionale. Molto ridimensionato rispetto alle aspettative della vigilia (ha guadagnato solo l'un per cento rispetto al 2005), il leader liberal-democratico Nick Clegg si trova in una situazione di king-maker, di ago della bilancia per la formazione della futura coalizione.

In una situazione di Parlamento bloccato (i Conservatori, pur usciti vincitori dalle urne, non hanno raggiunto la maggioranza assoluta necessaria per formare un governo automaticamente), Clegg ha detto che tocca ai Tory di David Cameron fare il primo passo per formare il governo. "Ho detto (durante la campagna elettorale) che il partito che avrebbe ottenuto il maggior numero di voti e seggi, anche se non avesse conquistato la maggioranza assoluta, e' il primo ad avere il diritto di tentare di formare il governo, minoritario o avvicinandosi ad altri partiti, e continuo a pensare lo stesso", ha detto Clegg, dinanzi alla sede del suo partito a Londra. "Stamane sembra che sia il partito Conservatore ad avere piu' voti e piu' seggi, anche se non con la maggioranza assoluta, e per questo penso che ora spetti al Partito Conservatore dimostrare che e' capace di formare un governo pensando all'interesse nazionale". Il conteggio ufficiale dei voti ha confermato che non ci sara' nessuna forza politica a Westminster con la maggioranza assoluta di seggi, una situazione che non si ripeteva dal 1974.

I BOOKMAKER SCOMMETTONO SU NUOVE ELEZIONI ENTRO L'ANNO. I bookmaker considerano probabile nuove elezioni entro l'anno, in Gran Bretagna, tanto che non vanno oltre il pagamento di 1 a 3 chi fosse pronto a scommettere sul ritorno alle urne. Tanto William Hill che Ladbrokes consideano la possibilita' che i cittadini siano chiamati di nuovo a votare entro l'anno 7 contro 4, ovvero 4 probabilita' su 11. L'ultimo Parlamento 'bloccato' nel Regno Unito, nel 1974, duro' solo sette mesi prima che si tornasse al voto.

GB: SCONFITTI 10 MINISTRI USCENTI, GLENDA RESISTE MA JACQUI NO. Fra i "trombati" illustri nelle elezioni in Gran Bretagna ci sono una decina di ministri laburisti uscenti e la prima donna a guidare il dicastero dell'Interno. Jacqui Smith, dimessasi un anno fa per aver presentato la ricevuta di due film porno nei rimborsi spese da parlamentare, ha perso con piu' del 13% di scarto dalla rivale conservatrice Karen Lumley. Battuto anche un altro ex ministro dell'Interno laburista, Charles Clarke. Nella pattuglia dei ministri che hanno perso il seggio figurano Phil Hope (Welfare), Shalid Malik (Comunita') e Bill Rammell (Forze armate). Il Labour puo' consolarsi con la rielezione per un soffio di Glenda Jackson nella circoscrizione di Hamsptead e Kilburn, di cui occupa il seggio dal 1992. La 74enne attrice ce l'ha fatta per appena 49 voti. Ce l'ahanno fatta anche Jack Straw Sconfitto a sorpresa anche uno degli astri nascenti dei Lib-Dem, il playboy Lembit Opik, nel Montgomeryshire. Il primo ministro dell'Ulster, l'unionista Peter Robinson - che era stato travolto dallo scandalo sessuale e finanziario della moglie - ha perso il suo seggio in Parlamento a favore della 'prima cittadina' di Belfast, Naomi Long (partito dell'Alleanza). Il suo collega di partito, Ian Paisley, ha vinto nella circoscrizione di Antrim Morte, riconquistando il seggio lasciato vacante dal padre, il reverendo Ian Paisley, che nei mesi scorsi aveva abbandonato la politica.

LABOUR CONQUISTA SEGGIO DI GAFFE BROWN. Lo hanno battezzato il 'bigotgate', ma non e' riuscito a scalfire la popolarità del partito laburista che ha conquistato il seggio di Rochdale, cittadina nell'Inghilterra nord-occidentale, dove si e' 'consumata' la gaffe di Gordon Brown che, ignaro dei microfoni aperti, aveva definito una 'fanatica' la pensionata Gillian Duffy. Uno dei punti piú bassi per Brown, per giunta durante le ultime battute dell'agguerrita campagna elettorale, alla vigilia dell'ultimo dibattito televisivo, e per la quale e' stato costretto a scusarsi. Eppure il candidato Labour, Simon Danczuk, ha vinto lo stesso e scalzando il liberaldemocratico Paul Rowen già deputato per lo stesso collegio: 16.699 i voti per Danczuk sui 15.810 per Rowen. Al candidato conservatore, Mudasir Dean, sono andati 8.305 voti, circa il doppio rispetto al risultato dei Tories nel 2005.

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