Gb/ Uno scandalo lobby scuote il Labour
![]() Gordon Brown |
Un riferimento alla famosa frase pronunciata nel 1994 da Mohammed al Fayed, proprietario del grande magazzino Harrods e della squadra di calcio del Fulham, secondo cui “a Londra si può affittare un deputato così come si prenota un taxi”. Per provare le proprie capacità, Byers ha assicurato al suo interlocutore di aver già favorito la ditta di trasporti National Express e i supermercati Tesco con interventi presso i ministri competenti consentendo alle due società di “risparmiare milioni di sterline”. Dopo la secca smentita dei ministri dei Trasporti e delle Attività produttive, Lord Adonis e Lord Mandelson, nonché quella delle due aziende chiamate in causa, Byers si è poi tirato indietro sostenendo di aver esagerato le proprie dichiarazioni. L’ex ministro della Difesa Hoon, invece, è stato filmato mentre affermava di poter utilizzare le conoscenze internazionali acquisite durante il proprio mandato “in una maniera con cui si fanno soldi”, per tremila sterline al giorno. Patricia Hewitt avrebbe invece aiutato – sempre per un compenso di tremila sterline al giorno - un esponente di un gruppo privato ad entrare in un ufficio di consulenze del governo. Un’accusa che l’ex ministro della Salute ha respinto categoricamente.
I tre ex esponenti del governo sono stati sospesi nell’attesa di ulteriori indagini. Unanime la condanna dell’opinione pubblica. Nessuno di loro sarà candidato alle prossime elezioni. Il caso segue lo scandalo dei rimborsi spese dei parlamentari, che aveva già suscitato la rabbia dei cittadini. Negli ultimi sondaggi i conservatori sono in testa.
Il leader dell’opposizione, il conservatore David Cameron: “Abbiamo bisogno non solo in un’inchiesta parlamentare su Stephen Byers, ma di un’inchiesta sull’intero governo di cui questi ministri facevano parte. Dobbiamo essere chiari su cosa c‘è in ballo: questi ministri, Hewitt e Byers, hanno influito sulla politica del governo, hanno assunto persone, sono costati denaro ai contribuenti. E’ una vicenda che va al cuore del problema: l’integrità stessa del governo”.
Tutti i politici implicati nello scandalo rivendicano la loro totale innocenza. Ma anche se al di là delle parole non avessero commesso alcunché, il fatto stesso di avere dato disponibilità ad azioni di lobby rappresenta, per i britannici, una colpa morale inaccettabile.



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