Gb, Labour molla Brown. Clegg in vendita su Ebay
Ufficialmente i liberal-democratici di Nick Clegg, l'ago della bilancia al Parlamento, trattano con i conservatori di David Cameron, ma dietro le quinte starebbero facendo altrettanto con i laburisti. E' quanto rivela la Bbc secondo cui i negoziatori' lib-dem - David Laws, Chris Huhne, Danny Alexander e Andrew Sturnell - si sono incontrati in gran segreto nel fine settimana con gli esponenti labour Peter Mandelson, Ed Miliband, Ed Balls e Andrew Adonis per discutere di un possibile accordo, che preveda però alla fine il siluramento di Gordon Brown. Ipotesi tutt'altro che sgradita al ministro degli Esteri David Miliband, fratello di Ed.
COLLOQUI CAMERON-CLEGG. Intanto dopo molte ore di colloqui nel cabinet office a Whitehall, viale dove si affacciano gli edifici del governo, il ministro- ombra degli Esteri conservatore, William Hague, ha parlato di colloqui "molto positivi e produttivi" su aree-chiave del programma politico, tra cui "riforma della politica, economia, compresa la riduzione del deficit, libertà civili e ambiente... abbiamo convenuto che la parte centrale di qualsiasi accordo sarà la stabilizzazione economica e la riduzione del deficit". E ha aggiunto, "torneremo a incontrarci nelle prossime 24 ore (lunedì, ndr)". Ancora più succinto l'esponente Lib-Dem Danny Alexander, che emergendo nell'assedio dei giornalisti ha parlato di "buone discussioni su un ampio numero di argomenti".
Le due delegazioni sono poi andate a riferire ai rispettivi leader, David Cameron e Nick Clegg. Intanto quest'ultimo ha visto nel pomeriggio di domenica il premier, Gordon Brown, in un colloquio in cui Clegg - che ha informato Cameron dell'incontro - avrebbe riferito al premier sugli sviluppi della situazione. Segnali positivi tra Tory e Lib-Dem, dunque, che non rappresentano una svolta (i Tory avevano detto che nulla verrà annunciato prima di luinedì sera, quando Cameron incontrerà i suoi deputati), ma che fanno sembrare più a portata di mano un accordo tra le due forze politiche, lontane su molti punti ma che apparentemente pensano di poter trovare terreni di incontro su altri. Tutti sapevano, oltretutto, che era necessario inviare un qualche segnale di speranza ai mercati, che non gradiscono un'eccessiva instabilità politica a Londra.
I NODI. Uno dei punti su cui le due formazioni sono molto distanti è senza dubbio l'Europa. E una lettera riservata, di cui l'Observer ha preso visione, mostrava tutto il gelo dei Tory verso l'Ue. Il documento redatto da alti funzionari a nome di William Hague (ministro degli Esteri in caso di vittoria) aveva lo scopo di enunciare al "nuovo premier" Cameron l'approccio che un eventuale governo conservatore terrebbe verso l'Ue. Scritta prima del voto, quando Cameron e i suoi speravano di governare da soli, essa recita: "Con la nostra elezione le relazioni britanniche con l'Ue sono cambiate", e poi si esprime fermamente contro qualsiasi ulteriore integrazione europea. Si indicano inoltre i punti su cui il governo conservatore si sarebbe mostrato irremovibile verso Bruxelles: l'impegno di riportare a livello nazionale le competenze in materia di giustizia penale, di politiche sociali e per l'occupazione, durante la prima legislatura.
Poi c'è la spinosa questione della legge elettorale, che i Lib-Dem vogliono corretta in senso proporzionale, e che secondo molti sondaggi sono in questo appoggiati dalla maggioranza dei britannici (ma non dai Tory). Hague ha parlato di una "riforma della politica" tra gli argomenti toccati, curiosamente la stessa espressione usata da Clegg, evitando il termine "elettorale". In ogni caso la domenica di trattative non ha portato a rotture, e lunedì si continua a parlare.
Intanto Brown aspetta e spera in un fallimento dei negoziati. Ma le sue chance di rimanere a Downing Street si sono ridotte al lumucino. Crescono le pressioni anche dall'interno del Labour per un passo indietro del premier. Altri due deputati, che portano il totale a tre, hanno chiesto al premier laburista uscente, Gordon Brown, di farsi da parte dopo la sconfitta elettorale di giovedì. Lo rivelano i media britannici. Si tratta di Graham Stringer e di Kate Hoey, ex ministra per lo sport sotto Tony Blair. Si era espresso per le dimissioni di Brown anche il deputato John Mann. "Dopo le elezioni ho parlato con almeno 15 parlamentari Labour, alcuni dei quali hanno sostenuto con forza Brown in questi tre anni...e nessuno di loro pensa che Brown debba restare", ha detto Stringer alla radio della Bbc.
E NICK CLEGG FINÌ IN VENDITA SU EBAY. Qualche burlone ha deciso di mettere in vendita su eBay Nick Clegg, il leader lib-dem britannico impegnato in colloqui con i Conservatori per formare un possibile governo di coalizione. La descrizione dell' "articolo" in vendita recita: "Creatore e costruttore di re, parla spagnolo... coloro che hanno meno di 220 seggi mi contattino prima di fare la loro offerta. Lo proponiamo a una nazione di perditempo. Per favore non fate offerte se non sapete decidervi". E si aggiunge: imballaggio e spedizione gratuiti. L'ultima offerta per il leader lib-dem, da quanto appare sulla pagina di eBay, è di 999.999 sterline.


Commenti
Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.


















