G20/ Londra come Mumbai. E' allarme terrorismo

Lunedì, 23 marzo 2009 - 15:50:00


I bookmaker scatenati. Il Papa a Londra si gioca a 1,60...
A pochi giorni dal vertice G20 del prossimo 2 aprile a Londra i servizi britannici hanno avvertito che gli hotel di lusso della capitale sono vulnerabili in caso di attentati terroristici stile Mumbai.

In India lo scorso novembre, l'attacco contemporaneo a otto siti, tra cui un grande albergo, che costò la vita a 173 persone, è stato compiuto da un commando di uomini armati con pistole, granate e fucili d'assalto. Stando al quotidiano britannico 'Telegraph', che cita fonti della sicurezza, la minaccia terroristica è considerata "grave", al terzo livello di una scala di quattro per indicare un attacco "altamente probabile" e subito dopo la fase "critica" che indica che un attacco è considerato "imminente".

L'avvertenza arriva alla vigilia del previsto lancio della nuova versione del piano anti-terrorismo 'Contest' che da indicazioni su come proteggere gli edifici.


Novembre 2008, il cuore dell'India è colpito da una serie di attacchi terroristici. Sono centinaia i morti e i feriti. Anche alcuni italiani tra gli ostaggi(foto Emmevi)
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MUMBAI, UNICO ATTENTATORE VIVO SOTTO PROCESSO: "SONO PACHISTANO"

Si è aperto in India il processo a carico dell'unico attentatore di Mumbai ancora in vita, Mohammed Ajmal Kasab. L'uomo, apparso in videoconferenza di fronte alla Corte, ha confermato di essere pachistano e di volere l'assistenza di un avvocato d'ufficio. A febbraio, la polizia aveva accusato Kasab di aver condotto una "campagna militare" contro l'India, per aver fatto parte del commando di terroristi che nel novembre dell'anno scorso causarono la morte di 166 persone prendendo di mira gli alberghi della capitale economica indiana. Barba lunga e maglietta grigia, Kasab, 21 anni, e' apparso di fronte alla Corte a tratti sorridente e ha ammesso di provenire dalla provincia pachistana del Punjab. "Se ci sara' un processo, avro' bisogno di un avvocato", ha risposto con tono di sfida al giudice.

Gli attentati di Mumbai avevano portato ai massimi livelli le tensioni tra India e Pakistan. New Delhi aveva accusato Islamabad di essere coinvolta negli attacchi, mentre il Pakistan aveva sempre negato il suo coinvolgimento chiedendo maggiori prove. Kasab, uno dei 10 attentatori arrivati via mare a Mumbai, rischia ora la pena di morte per impiccagione. La foto del giovane fece il giro del mondo durante quei tre giorni di terrore: Kasab appariva con uno zaino in spalla, pantaloni beige, scarpe da ginnastica e mitragliatore impugnato nella mano destra.
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