Torna "don't ask, don't tell". Stop ai militari gay
Brusca marcia indietro sui gay nell'esercito americano. La Corte d'appello di San Francisco ha accolto un'istanza urgente del governo di Washington e ha bloccato la sospensione del sistema "don't ask, don't tell" che impedisce agli omosessuali di servire apertamente nelle forze armate. La sentenza giunge all'indomani dell'annuncio del Pentagono, che apriva il reclutamento anche a gay e lesbiche.
L'abolizione dell'attuale sistema, in base al quale a nessuno viene chiesto l'orientamento sessuale ma la scoperta dell'omosessualità comporta la destituzione dalle forze armate, è una delle promesse dell'amministrazione di Barack Obama. Ma, mentre la legislazione è rimasta bloccata in Senato, la questione è andata avanti nei tribunali. Il mese scorso un giudice della California ha stabilito che il sistema è incostituzionale e ha successivamente ordinato al Pentagono di abolirlo. A questo punto è intervenuto il dipartimento della Giustizia, presentando ricorso perché altrimenti "si rischia di causare danni significativi all'esercito e ai suoi sforzi per un'ordinata revoca del sistema".
David Axelrod, uno dei più stretti consiglieri del presidente Barack Obama, ha cercato di rassicurare i gay e i sostenitori dei diritti civili intervenendo alla Cnn. "Il presidente ha fatto una promessa, e la questione non è se il sistema verrà cambiato, ma quando - ha affermato- siamo al termine di un processo di transizione all'interno del Pentagono".



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