Galan: "Berlusconi si liberi di Tremonti"
Berlusconi puo' farcela a portare l'Italia fuori dalla crisi, a patto pero' "che si liberi di chi, come Giulio Tremonti, intona la solita litania dei 'no'". E ancora: per riformare il Paese serve "chiudere le Province e tutti gli enti inutili, vendere Poste e municipalizzate, liberalizzare e privatizzare". Questi i rimedi suggeriti dal ministro per i Beni e le attivita' culturali, Giancarlo Galan, in una intervista a Il Piccolo. Particolarmente feroci i giudizi rivolti da Galan al collega dell'Economia. Le simpatie che incassa Tremonti, sostiene il ministro della Cultura, "gli sono derivate da un potere immenso, quello di un ministero che va diviso al piu' presto. E' abnorme e sconveniente che un solo ministro gestisca entrate, uscite e il loro controllo. Peggio di un conflitto di interessi". Continua Galan: "Tremonti e' stato appoggiato dalla sinistra perche' visto come potenziale successore di Berlusconi. Il fatto che la sinistra sia stata accecata dall'obiettivo di far fuori il Cavaliere le ha impedito di proporre un'alternativa, persino di governare quando le e' capitato di farlo. Tremonti ha goduto di questo vantaggio e ha retto bene pur essendo senza simpatie e senza voti. Ha usato, anzi, i voti della Lega". E fino a che Berlusconi non si libera dell'attuale titolare di via XX settembre, taglia corto il ministro della Cultura, non si arrivera' all'auspicata rivoluzione liberale. (segue) Galan snocciola poi le sue proposte per il contenimento dei costi. "E' inaccettabile che Province e Comuni si spartiscano e gestiscano un patrimonio cosi' vasto di partecipate".
Oltre le province, il titolare dei Beni culturali ha nel mirino "tutto cio' per cui le nomine sono nomine di potere". Quindi, spiega Galan, "via le circoscrizioni e i piccoli comuni, che vanno accorpati. Si vendano Poste e municipalizzare. E, anche se so che mi daranno dell'eretico, via anche le Camere di commercio, un'altra realta' che serve a detenere quote in svariate societa' pubbliche". Sulla crisi economica attuale, osserva Galan, "l'Italia paga un prezzo piu' alto perche' ha il quarto debito pubblico mondiale ma non la quarta economia". La colpa e' dei "pessimisti" che "stanno prevalendo". Serve "un messaggio internazionale di fiducia, piu' utile di qualsiasi singolo provvedimento dei vari Obama, Merkel, Sarkozy, Berlusconi". Per il ministro della Cultura, il motivo per cui l'Italia non puo' avere "una Thatcher o un Reagan" risiede nel "retaggio storico per cui lo Stato non riesce a non essere assistenzialista, a vincere l'estrema potenza delle forze conservatrici". Forze che Galan individua in "partiti, sindacati, cooperative, ordini professionali".



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