"La gente prima di tutto". No Global all'assalto del G20. La mappa
"La gente prima di tutto". "Pianificate avendo a cuore il pianeta". "Yes we can put people first" (Sì, possiamo dare la priorità alle persone). E ancora: "Love your rage, not your cage! (Ama la tua rabbia, non la tua gabbia!). E' la voce della gente, degli anarchici, dei black bloc, e anche degli “ecological warriors’. Arrabbiati e pronti ad una miriade di "azioni dirette” contro i Grandi che si riuniranno a Londra il prossimo 2 aprile. Gli atti dimostrativi non si sono fatti attendere. La sede della Banca d'Inghilterra è stata evacuata per via di un pacco sospetto.
Alla vigilia del vertice convergeranno in 4 marcie diverse sulla Banca d’Inghilterra, nella City di Londra, simbolo della economia britannica e di tanta finanza scellerata. Giovedì invece i manifestanti intendono raggiungere l'Excel Centre, nella zona dei Docks, dove si tiene il vertice. Gli ambientalisti vorrebbero portare in dono ai 20 un grosso blocco di ghiaccio per farlo sciogliere in strada.
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E' una Londra in fermento e timorosa quella che sta per accogliere le 20 economie più importanti del pianeta, l'85% dell’economia globale. Oltre 2.500 poliziotti sono stati mobilitati per vegliare sulla capitale e su migliaia di attivisti che da mesi annunciano proteste per manifestare il proprio disaccordo. Le forze dell’ordine, e gli stessi londinesi, temono scontri violenti.
Le premesse ci sono. Sono più di 100 i gruppi che scenderanno in campo a Londra per protestare contro la globalizzazione, la crisi e in difesa dell'ambiente. Si tratta di organizzazioni di natura diversa, pacifiche ma anche estremiste, che si sono coalizzate in raggruppamenti per evitare l'eccessiva frammentazione.
"Friends Of the Earth". Il video è stato proiettato sullo schermo gigante a Hyde Park durante la manifestazione di sabato a Londra.
Sono delusi, arrabbiati e hanno già fatto sentire la loro voce nei giorni scorsi con la prima manifestazione a Londra lo scorso sabato ma anche a Berlino, Parigi e Francoforte. Sono scesi in piazza per ricordare ai governi dei paesi più industrializzati che nel trovare una soluzione bisogna ripartire dalle necessità della società civile mondiale non privilegiando banche e mercati: “Non saremo noi a pagare per la vostra crisi”.
SEGUE/ ECCO LA GALASSIA ANTIGLOBALIZZAZIONE



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