Funerali di Stato per Gaetano Tuccillo

Martedì, 5 luglio 2011 - 18:13:00


"Noi non possiamo che dire bene di Gaetano, uomo ricco di quella pace che illumina gli occhi e rapisce il cuore. Gaetano, un giovane solare, innamorato della vita, della sua sposa, della sua famiglia, del suo lavoro. Ragazzo tranquillo, discreto e sorridente, fa parte di quella lunga schiera di persone che partono perche' vogliono proteggere la Patria e il bene comune". Monsignor Vincenzo Pelvi, ordinario militare per l'Italia, ha ricordato così, nell'omelia, il caporal maggiore scelto Gaetano Tuccillo, ucciso in Afghanistan. "Nella sua esperienza cristiana aveva compreso - ha spiegato - che l'amore vero e' gratuito, percio' difficile. Amare chi ci ama e' spontaneo e gratificante. L'amore contraccambiato nutre il cuore. Gaetano era convinto che l'uomo afghano esiste non come uno tra i tanti, ma in quanto uomo unico, eppure in tutto simile a noi. Gaetano ci ha insegnato che e' possibile accogliere il fratello come un dono, non come un rivale o un nemico. Accogliere il fratello con tutti i suoi bagagli, compreso il bagaglio piu' difficile: la sua carta di identita'. Si', perche' accogliere significa avere la forza per non soffermarsi sull'egoismo che spesso definiamo sicurezza". "La pace, prima che traguardo e' cammino. E per giunta cammino in salite. Vuol dire allora, che ha le sue tabelle di marcia e i suoi ritmi, i suoi rallentamenti e le sue accelerazioni".

 



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Monsignor Pelvi ha poi aggiunto che "la storia sta cambiando accanto a noi. L'Italia deve rispondere alla propria vocazione di apertura agli altri, sapendo che questa e' la prova di maggior saggezza e realismo che possiamo dare. Il nostro Paese ha realizzato un lungo camino dall'unita' ad oggi ed e' riuscito a comporre tante lacerazioni e contraddizioni, con la partecipazione di tutte le componenti sociali. Oggi, pero', corriamo un rischio serio, che ci si possa accontentare di cio' che abbiamo, considerandoci degli arrivati, chiudendoci in un isolamento egoistico di fronte alle novita' che maturano. L'Italia vuol fare la sua parte sostenendo altri popoli desiderosi di partecipare ai benefici dello sviluppo e di conquistare spazi di liberta' e di democrazia. Un movimento cosi' grande presenta dei rischi - ha continuato - presenta dei lati oscuri, non garantisce esiti positivi, ma per affrontarlo non si possono chiudere gli occhi, perche' esso ha un segno che prevale sugli altri. Interi popoli emergono da una condizione di passivita' e subalternita' cronica, vogliono vedere riconosciuti i loro diritti, partecipare ad un'equa distribuzione delle risorse del pianeta.

E' avvenuto altre volte nella storia, e per questo motivo occorrono risposte positive per evitare che si affermino nuove forme di oppressione, fondamentalismo, discriminazioni civili e religiose". Rivolgendosi poi alla "cara mamma Rosa, papa' Tommaso, gentile signora Evelien, nei vostri occhi e nel cuore vedo impressa l'immagine di Gaetano e percepisco il vostro bisogno di aiuto e conforto dinnanzi al perche' della morte: non vi lasceremo soli. Con noi pregano oggi tutte le famiglie dei nostri caduti che vogliamo ricordare uno ad uno". 

 



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BERLUSCONI E FINI - Poco prima dell'arrivo della salma del caporalmaggiore, nella basilica di Santa Maria degli Angeli, si e' svolto un breve colloquio tra il premier, Silvio Berlusconi, ed il presidente della Camera, Gianfranco Fini. Tutte le piu' alte cariche dello Stato erano presenti per assistere ai funerali di Stato dell'alpino ucciso in Afghanistan. Nei banchi in prima fila siedevano il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, accanto a lui il presidente del Senato, Renato Schifani, ed il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che ha al suo fianco il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Accanto il vice presidente della Corte Costituzionale, Paolo Maddalena.

GEN.DE LUCA - "Siamo qui per dare l'ultimo saluto a un eroico autiere del Battaglione logistico 'Ariete', l'ultimo caduto che testimonia l'impegno dei nostri militari nelle operazioni dalla Somalia a quella di Ibis, all'Afghanistan". Lo ha detto ricordando il caporal maggiore scelto Gaetano Tuccillo il presidente dell'Associazione nazionale autieri d'Italia, il tenente generale Vincenzo De Luca, ai funerali in corso nella basilica di Santa Maria degli Angeli. "Oggi con commozione ricordiamo Gaetano ma anche i molti caduti e feriti delle missioni che si sono susseguite in questi anni. Ricordo a tal proposito la Medaglia d'Oro al merito civile che e' l'ultimo riconoscimento che si aggiunge alle 11 medaglie dell'Associazione". In particolare, il gen.De luca ha ricordato i tre uomini morti a Nassiriya nel drammatico attentato contro le nostre forze armate.

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