Immigrati, Frattini: "Ue confusa, ma ora ci sostiene"
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Secondo il ministro degli Esteri Franco Frattini il bilancio dei morti, fornito dal presidente Mustafa Abed Jalil, in Libia, è di 10mila persone. Il ministro ha trattenuto un colloquio con il capo del Consiglio nazionale di transizione al termine del quale ha dichiarato che "i sostenitori di Gheddafi che saranno in pericolo di vita saranno aiutati"
"Dall'incontro con Gates credo che prevarra' il ringraziamento per quello che facciamo, rispetto alla richiesta di fare ancora di piu'". Cosi' il ministro Ignazio La Russa a Washington per incontrare il segretario della Difesa Usa Robert Gates, riguardo alla questione libica. Il ministro ha confermato l'orientamento del governo italiano, non saranno quindi modificati gli assetti e non ci saranno bombardamenti.
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La Russa Non esclude che la guerra in Libia possa essere lunga, come ha ipotizzato il ministro francese Gerard Longuet, ma, al tempo stesso si dice "ottimista" riguardo a una risoluzione politica. Il governo italiano "si e' espresso molto chiaramente" e l'orientamento di non modificare gli assetti, sara' confermato, ribadisce La Russa il quale ritiene che non siano necessari "nuovi aerei che bombardino". E ha precisato: "Non sono cosi' convinto che ci sia un bisogno tecnico-militare di nuovi apporti aerei perche' ce ne sono che non hanno ancora operato e perche' piu' passa il tempo e piu' gli scontri in campo aperto sono minori e piu' aumentano quelli all'interno delle citta' dove e' meno facile o piu' pericoloso l'utilizzo dei bombardamenti". Il ministro ha poi ribadito che l'Italia e' stata sempre favorevole a una soluzione politica in Libia: "L'Italia l'ha detto fin dal primo momento che era assolutamente indispensabile un'azione militare, senza la quale ci sarebbe stata una carneficina, ma che va avviato tutto un iter possibile e immaginabile per una soluzione diplomatica. D'altronde anche i conflitti che durano a lungo alla fine hanno quello sbocco e quindi perche' aspettare a lungo quando possiamo farlo subito?". Riguardo alle dichiarazioni di Mustafa Abdel Jalil, capo del Cnt (Consiglio nazionale transitorio libico), secondo il quale Roma e Parigi hanno detto si' all'invio di addestratori sul campo, La Russa e' cauto: "Non abbiamo mai avuto occasione di prendere questa decisione. Posso immaginare che in un futuro il problema si porra'".
Dall'incontro con Gates, dunque, secondo il ministro prevarra' l'apprezzamento per quanto l'Italia sta facendo. "Certo, poi tutti possono sperare che ciascuno faccia qualcosa di piu'", ha aggiunto, "Ma le sette basi, il comando della missione navale, gli aerei, l'azione umanitaria, tutto l'insieme pongono l'Italia sicuramente dietro nessun altro nell'impegno per proteggere i cittadini libici cosi' come vuole la risoluzione dell'Onu".
Una soluzione politica quindi per la Libia. La Russa non ritiene probabile l'ipotesi di una nuova risoluzione Onu per destituire Gheddafi. Il ministro ha ricordato come la risoluzione 1973 non sia stata "indolore, passata con approvazione unanime": e' stata una risoluzione che "ha avuto l'astensione di Paesi importanti, non solo della Germania, ma anche di Russia, Cina e Brasile". Per il ministro e' "piu' facile" una nuova risoluzione umanitaria rispetto a una "con maggiori assetti militari". Quindi "probabilmente da un punto di vista di diritto non e' necessaria" una nuova risoluzione.
Nel caso in cui dovesse esserci, "a quel punto valuteremo se aderirvi o no. La situazione e' complessa perche' da un punto di vista militare non c'e' una supremazia ne' degli uni ne' degli altri e la missione, come tutti sanno, non e' una missione che ci schiera da una parte in maniera netta ma ci chiede di proteggere i civili. E quindi questo non aiuta a far pendere la bilancia da una parte o dall'altra".



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