Afghanistan/ "Nuovi attacchi contro gli italiani"

Martedì, 29 settembre 2009 - 12:11:00


frattini
Franco Frattini
"C'è da attendersi purtroppo una continuazione di queste azioni che i terroristi talebani stanno compiendo contro tutte le forze della coalizione non soltanto ovviamente contro gli italiani". Il ministro degli Esteri Franco Frattini fa il punto sulla situazione in Afghanistan. "E' evidente che più ci avviciniamo al momento in cui un nuovo governo afgano , che noi speriamo un governo credibile, un governo immune dalla corruzione, verrà insediato più i talebani capiscono che stanno perdendo terreno proprio sul terreno della democrazia", ha detto Frattini.

Sulla necessità di un rafforzamento dei contingenti, poi, il ministro degli Esteri ha aggiunto che "in questi giorni ne abbiamo parlato a lungo. Ne ho parlato io con la signora Clinton negli Stati Uniti, ne ha parlato il presidente Obama con Berlusconi, noi crediamo che parlare di numeri, parlare di rafforzamento possa essere un discorso successivo ed eventualmente consequenziale rispetto agli obbiettivi. Noi dobbiamo ridefinire alcuni degli obbiettivi di questa azione che evidentemente non può essere un'azione a tempo indeterminato. Noi dobbiamo prepararci a lasciare agli afgani le chiavi del loro destino,le chiavi del loro Paese, dobbiamo formare la loro polizia, dobbiamo costruire il Paese in senso fisico, i ponti, le strade, le scuole, questo evidentemente richiede una ricostruzione civile ancora più importante dell'azione di sicurezza militare. I militari sono in funzione di sicurezza , non sono il fine in se perché altrimenti sarebbe un'azione di guerra e noi riteniamo che questa non è un'azione di guerra ma sia un'azione di pace".

"Il presidente della Repubblica - ha spiegato Frattini - ha fatto un appello molto saggio , il presidente ha detto che vi sono delle opposizioni in Parlamento, come è assolutamente vero, che hanno condiviso questa missione. Evidentemente ci sono purtroppo altre forze dell'opposizione che non sono in Parlamento, l'estrema sinistra extraparlamentare , i cosiddetti noglobal che hanno nel presente e nel passato purtroppo tragicamente bruciato bandiere americane , inneggiato al fatto che i terroristi sono dei resistenti della libertà invece sono dei vigliacchi e degli assassini. Tutti ricordano le scritte tragiche -6, cioè ci siamo tolti di mezzo altri sei soldati, questi sono degli eroi dell'Italia, tutti ricordano qualche anno fa il corteo tragico, '10,100,1000 Nassirya' li' 'era gente in piazza con le loro facce che inneggiava alla strage di Nassirya, quindi che queste cose siano cose che fanno vergogna non solo a chi le ha pronunciate non ci dovrebbe essere dubbio per nessuno. L'opposizione democratica che è in Parlamento e che ha votato per la missione in Afghanistan dovrebbe indignarsi assolutamente come Berlusconi e come tutti noi".

Voltando lo sguardo al'Iran e al suo nucleare, invece, Frattini gha spiegato che "noi abbiamo lavorato sempre per dire due cose: condividiamo la scelta del presidente Obama di dare un tempo al negoziato, ma pensiamo che il negoziato debba avere un tempo molto definito e molto corto. Tra due giorni inizia un negoziato a Ginevra vedremo quali carte mette sul tappeto l'Iran se sono carte di un negoziato vero o se è tattica per prendere tempo. Io credo che prima di Natale dovremmo fare il punto, entro la fine dell'anno essere chiari. Se l'Iran vuole prendere in giro la comunità internazionale, vuole fare della tattica non possiamo consentirlo, se l'Iran ha compreso che può essere un attore regionale e collaborare allora deve essere trasparente e non deve nascondere centrali nucleari come quella che è stata scoperta soltanto alcuni giorni fa".

"C'è il rischio di una opzione militare, di un intervento di Israele? "Io credo che sarebbe una catastrofe - ha spiegato ancora il ministro degli Esteri - per il mondo intero, innanzitutto per Israele. Purtroppo l'Iran ha detto gia' con chiarezza che non si limiterebbe ad una replica contro Israele vi sarebbe un effetto domino che coinvolgerebbe l'intero Medioriente allargato, non a caso tutti i Paesi arabi moderati noi li stiamo coinvolgendo nel dialogo. Io ho presieduto una riunione a New York del G8 dove il tema Iran è stato affrontato in profondità e ad esempio Paesi come l'Arabia Saudita o l'Egitto o la Turchia sono estremamente preoccupati e vanno consultati sulla proliferazione iraniana".

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