Francia/ La Dati: che noia a Strasburgo
L'ex ministra della Giustizia francese si sfoga e viene incastrata da un microfono acceso. Rachida Dati è stata colta mentre confida al telefono ad un'amica quello che molti sospettavano da tempo e cioè che la vita al Parlamento europeo di Strasburgo la annoia a morte. "Sono costretta a venirci, non ne posso più", si lascia andare la Dati, incurante del microfono, rimasto acceso, attaccato sul risvolto della giacca. La gaffe scappata crea imbarazzo nella destra e provoca le ironie della sinistra.
Le frasi sono state rubate dalla tv M6 che stava realizzando un reportage su di lei nel giorno in cui Josè Manuel Barroso è stato confermato alla presidenza della Commissione. "Sono obbligata a restare qui - continua la Dati - a fare la brava perchè è presente la stampa e c'è l'elezione di Barroso. Quando sei a Strasburgo - dice - si vede se voti oppure no. Altrimenti vuol dire che non ci sei".
La scena è cliccatissima sul web. E si torna così a parlare della fotogenica ex guardasigilli che si è ritrovata catapultata, suo malgrado, dal governo al Parlamento europeo. Quella poltrona a Strasburgo non l'ha mai interessata davvero: sindaco del settimo arrondissement di Parigi, Rachida ha ambizioni più grandi in Francia e aspetta le legislative del 2012 per tornare in grande. Nel frattempo, sembra interessarle poco che le telecamere più di qualche volta l'abbiamo colta impreparata sui temi europei.
Oggi, però, Rachida ha negato di sentirsi frustrata per il suo mandato a Strasburgo e si difende: "Si trattava di una conversazione privata - dice - che non metteva in discussione nè il Parlamento nè la mia attività europea". Ma intanto il danno è fatto e le reazioni fioccano. La più accesa quella del Verde Daniel Cohn-Bendit che ha ricordato come lui avesse previsto questo momento: "Era prevedibile - ha detto l'eurodeputato - che Rachida Dati si sarebbe annoiata di Strasburgo. Questo è il fallimento del sarkozismo" che, spiega, "prende qualcuno e lo impone da qualche parte".
Mesi fa era stato proprio il presidente Nicolas Sarkozy a mettere la sua ex protetta con le spalle al muro quando Rachida, al centro di mille pettegolezzi e critiche, cominciava a diventare troppo ingombrante: c'erano state la sua ostentata passione per il lusso, gli abiti Dior, la maternità senza rivelare l'identità del padre, un bilancio controverso al ministero della Giustizia. Per Rachida la poltrona a Strasburgo era stato così un modo "pulito" di uscire di scena. Ma lei agli attacchi ci è abituata e tenterà, anche questa volta, di uscirne a testa alta, sui suoi tacchi a spillo: "Non mi è mai stato risparmiato nulla", si lamenta.



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