Francia, la Gauche conquista il Senato. Sarkozy scricchiola in vista delle presidenziali

Giovedì, 29 settembre 2011 - 14:29:47

 

Massimiliano Santalucia

sarkozy

Non è Waterloo e nemmeno Lipsia ma fa comunque male. La sconfitta della destra di Nicholas Sarkozy alle elezioni per il senato francese a solo otto mesi dalle presidenziali rappresenta ben più di un campanello d'allarme per l'inquilino dell'Eliseo.

In Francia la camera bassa ha meno potere rispetto all'assemblea nazionale, il principale ramo del parlamento transalpino a cui spetta l'ultima parola in materia legislativa. Quando le due camere non trovano un accordo su una legge prevale sempre la volontà dell'assemblea nazionale. Battendo su quest'aspetto lo staff presidenziale ha minimizzato il risultato sostenendo che questo non avrà ripercussioni sull'attività del governo.

In realtà questa sconfitta ha delle implicazioni molto più pesanti di quanto gli uomini del presidente abbiano finora riconosciuto. Benché i socialisti recentemente avessero già registrato notevoli successi elettorali in varie elezioni locali, questa è la prima volta in assoluto nella storia della quinta repubblica che ottengono la maggioranza al Senato. Un campanello d'allarme che indica come il consenso per il presidente sia in netto calo.

Sono diversi i motivi alla base di questa sconfitta. L'inquilino dell'Eliseo paga una serie di provvedimenti politici (come l'innalzamento dell'età pensionabile a 60 anni) che hanno minato le conquiste sociali dei decenni passati e che sono state viste come ingiuste dai francesi. Un certo peso lo hanno avuto anche scandali come l'affare Takieddine: una storia di finanziamenti illeciti nella campagna elettorale di Balladur durante le presidenziali del 1995 gestita ai tempi proprio da Sarkozy. In Francia (a differenza di quel che capita in qualche altro paese europeo) storie come questa hanno ancora il potere d'indignare l'opinione pubblica nazionale e ora se ne vedono gli effetti elettorali.

Inoltre la sconfitta rischia di avere ripercussioni anche sulla tenuta dell' Ump, il partito di Sarkozy. "Il voto ha messo in evidenza un forte risentimento dei francesi verso il progetto di riforma degli enti locali voluto dal capo dello stato" ha spiegato ad Affaritaliani.it la professoressa Susan Collard, docente di studi politici alla University of Sussex. "Inoltre la sconfitta rischia di creare profonde divisioni nell'Ump, in particolare fra il primo ministro François Fillon e il segretario del partito Jean-François Copé, a pochi mesi dalle presidenziali."

Ma l'impatto della sconfitta non è solo psicologico; malgrado il tentativo dello staff presidenziale di minimizzare l'accaduto in realtà la vittoria socialista si porta dietro anche notevoli implicazioni politico-istituzionali."Il senato ha comunque il potere di rallentare la procedura di approvazione delle leggi" racconta ad Affaritaliani.it il professor Philippe Marlière, docente di politica europea al University College of London. "Se guardiamo il calendario c'accorgiamo che i socialisti possono ora ritardare e bloccare qualunque tentativo di riforma della destra fino alla data delle presidenziali."

Non solo, se i socialisti dovessero aggiudicarsi anche le presidenziali e le legislative seguenti saranno in condizione di controllare tutta la politica francese e di essere loro a fare quelle riforme costituzionali che erano nei piani del presidente. Uno scenario che i socialisti non hanno mai nemmeno sognato, neanche ai tempi d'oro di Mitterand.

Tuttavia potrebbe essere ancora presto per dare Sarkozy per spacciato. Mancano ancora otto mesi alle presidenziali e, malgrado il suo carisma sia in crisi, il presidente ha ancora tempo per recuperare. Molto dipenderà anche dalle scelte dei socialisti e dal loro programma. "L'unica possibilità per Sarkozy è che i suoi avversari si presentino disuniti all'appuntamento del 2012, magari scegliendo un candidato poco di sinistra come François Hollande (attualmente favorito alle primarie socialiste) " dice ancora il professor Marlière. "Questo scenario renderebbe più difficile una mobilitazione delle classi popolari dietro un candidato unico della sinistra, a tutto vantaggio del presidente."

Le elezioni per il rinnovo del Senato non hanno costituito solo una tornata elettorale; esse segnano in realtà il vero inizio della campagna presidenziale. E Sarkozy devo cominciare a correre per evitare che lo spettro di una Waterloo politica stavolta si materializzi sul serio.

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