Francia/ Sarkozy esce con le ossa rotte dal voto
![]() Nicolas Sarkozy |
Secondo le prime stime, il Partito Socialista precede l'Ump e i suoi alleati di circa due punti percentuali secondo Opinionway (29,1% contro il 27,3%) e di oltre tre punti secondo TNS-Sofres (30% contro il 26,7%). I socialisti non ottenevano un risultato così positivo dalle Europee del 2004. Il blocco di sinistra (53,8%) distanzierebbe di quattordici punti l'insieme dei partiti di destra (40,4%) secondo TNS-Sofres.
Importante risultato per il Fronte Nazionale di estrema destra di Jean Marie Le Pen, che si è imposto come quarta forza politica del paese, con una percentuale di preferenze tra l'11,2% e il 12%: si tratta di un risultato superiore a quello ottenuto alle scorse elezioni legislative ed europee. Il partito centrista di Francois Bayrou, il MoDem, è uscito invece ridimensionato dal primo turno elettorale, con meno del 5% dei voti. In calo di quasi 5 punti anche gli ambientalisti di Europe Ecologie, guidati da Daniel Cohn-Bendit, che hanno ottenuto circa l'11,4% dei suffragi.
Uno dei dati più rilevanti del voto è stato il forte astensionismo. Il 53,5% degli elettori francesi ha scelto di non andare a votare, il 14% in più rispetto al primo turno delle regionali del 2004 quando era stato del 39,16%. Secondo gli analisti, questo dato avrebbe sfavorito soprattutto l'Ump di Sarkozy. L'astensionismo di oggi è comunque ben lontano dal quello registrato in Francia nelle elezioni europee del giugno scorso, quando il 59,37% degli elettori non si è recato alle urne.
I socialisti: è messaggio chiaro e forte. L'Ump spera in una mobilitazione di massa per il secondo turno
"Un messaggio chiaro e forte" dalle urne: lo dice il partito socialista francese, primo partito e quasi resuscitato dopo il primo turno delle elezioni regionali di domenica, test cruciale di metà mandato. Una batosta per Nicolas Sarkozy. La sconfitta è cocente: il suo partito, l'Ump, non è più la prima forza politica del paese, ma il secondo, con il 26,1% dei voti secondo i risultati diffusi dal ministero dell'Interno, alle spalle del Partito socialista, che esce nettamente vincitore con il 29,3%.
Sebbene il dato più significativo del primo turno sia il forte astensionismo, che ha raggiunto il livello record del 53,6% (ben 16 punti percentuali in più rispetto al primo turno delle regionali del 2004), per i socialisti si tratta di una vera e propria resurrezione, se si pensa che alle elezioni europee dello scorso giugno il Ps aveva ottenuto un deludente 16%. E ora, al secondo turno del 21 marzo, il Ps potrà contare sui voti degli ecologisti e della sinistra radicale, di fronte a una destra che correrà da sola, e sognare così il "grande slam": conquistare tutte le regioni del Paese. La sinistra, che dopo il 2004 governa in 24 delle 26 regioni francesi (comprese quelle oltre mare), potrebbe infatti strappare anche la Corsica e l'Alsazia alla destra, facendo bottino pieno.
"I francesi hanno inviato un messaggio chiaro e forte", ha commentato il segretario dei socialisti Martin Aubry. "Hanno espresso oggi il loro rifiuto per una Francia divisa e angosciata, e hanno voluto soprattutto esprimere il loro sostegno a una Francia che sia più giusta e più forte".
Se i socialisti non nascondono la loro soddisfazione, gli esponenti dell'Ump, a cominciare dal primo ministro Francois Fillon, cercano di ridimensionare la sconfitta appellandosi alla bassa affluenza. L'astensionismo "non permette di fare una valutazione nazionale" di questo voto, ha detto Fillon, mentre il portavoce del partito, Frederic Lefebvre, parla addirittura di un "testa a testa" tra i due partiti, e non dà nulla di scontato per il secondo turno. Ma a questo punto la sola speranza per l'Ump è quella di riuscire a mobilitare in massa i suoi simpatizzanti per il voto di domenica prossima. Non sarà affatto facile, perchè l'astensionismo di ieri, che ha riguardato soprattuto l'elettorato di destra, è da interpretarsi come una chiara sanzione nei confronti del presidente Sarkozy.



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