Regionali/ Effetto Francia, boom dell'astensione
E' allarme astensione per le elezioni regionali del 28-29 marzo. Il tasso di partecipazione inferiore al 50% in Francia potrebbe essere il preludio di quanto accadrà anche in Italia? "Il rischio c'è", spiega ad Affaritaliani.it Renato Mannheimer, presidente dell'ISPO e uno dei più famosi sondaggisti. "Non credo nella stessa misura francese ma può aumentare l'astensione a causa della crescente disaffezione. Uno degli effetti di tutto quello che è successo ultimamente non è tanto l'allontanamento dei voti dal Centrodestra ma l'allontamento degli elettori in generale". E ancora: "Già adesso il venti per cento dei cittadini dichiara che non voterà alle Regionali ma questa percentuale può aumentare, anche se non credo che arriverà al 50. Il più penalizzato è sicuramente il Popolo della Libertà, in maniera inferiore la Lega Nord".
IL CARROCCIO ALZA LA VOCE - Dopo le Regionali nella maggioranza si faranno i conti, considerando il peso delle regioni conquistate dagli alleati del Centrodestra. Lo ha affermato il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli. "Dopo le elezioni si fanno i conti - ha detto - Non ha però tanto senso farlo sul numero delle regioni conquistate, perché si va dai 9 milioni di abitanti della Lombardia alle poche centinaia di migliaia della Basilicata. Il dato importante - sottolinea - è che il Lazio non avrà i voti del Pdl, quindi già di partenza il risultato è alterato". Il movimento di Umberto Bossi è sicuro di avvicinare il Pdl in Lombardia, di crescere sfiorando il 20% in Piemonte e di superare di circa 10 punti il Pdl nel Veneto.
La Lega manderà ua propria delegazione alla manifestazione del Pdl di sabato prossimo. Lo ha confermato il ministro per la Semplificazione. "Abbiamo concordato la partecipazione - ha detto Calderoli - in segno di amicizia e di coesione della coalizione. Ci sarà una nostra delegazione, per il resto è una sorpresa". Calderoli non ha voluto rivelare se gli esponenti della Lega prenderanno la parola sul palco: "Vediamo com'è la scaletta", è stata la risposta.
IL RAMMARICO - Calderoli rimpiange la mancata presentazione di liste elettorali della Lega nel Lazio, dove avrebbero potuto intercettare i voti del Pdl, le cui liste non sono state ammesse. "Abbiamo il rimpianto di non aver presentato le nostre liste - ha detto Calderoli -, d'altronde ci ha chiesto il Pdl di fermarci prima dell'Umbria, escluse le Marche dove siamo presenti. Se ci fosse stata la Lega sarebbe stato un risultato a due cifre anche a Roma".
D'ALEMA: SE BERLUSCONI PERDE NON DEVE DIMETTERSI - E anche il Presidente del Copasir, Massimo D'Alema, dice la sua sule possibili conseguenze politiche delle elezioni regionali del 28-29 marzo: "Se Berlusconi perdesse le elezioni regionali non dovrebbe dimettersi - ha dichiarato il leader del Pd - Berlusconi avrebbe dovuto dimettersi dopo pochi mesi per incapacità di governo. Al voto sarà importante dimostrare che in Italia c'è un'opposizione in grado di tornare a vincere. Tornare a vincere per il Pd sarà importante persino sapendo che Berlusconi continuerà a governare - ha continuato - perchè la sconfitta forse lo costringerà a occuparsi dei problemi degli italiani. Ora c'è un dato di orientamento politico del Paese, che prima era purtroppo di forte spostamento a destra, ora stiamo assistendo a un requlibrio dell'opinione degli italiani. Dove ci fermeremo non lo so - ha concluso D'Alema - Sono sicuro che il risultato sarà migliore di quello solo pensato due mesi fa".



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