I francesi mollano Sarko, meglio Fillon
È Francois Fillon, attuale primo ministro, e non più Nicolas Sarkozy, il miglior candidato della destra alle elezioni presidenziali del 2012, secondo un sondaggio pubblicato dal quotidiano Le Parisien. Stando all'inchiesta esclusiva di CSA, i candidati preferiti dai francesi per rappresentare la destra sarebbero, a pari merito, Nicolas Sarkozy e il suo acerrimo nemico ed ex premier Dominique de Villepin.
È però Fillon, nell'opinione dei francesi, colui che otterrebbe più voti contro i concorrenti socialisti. In una sfida contro Dominique Strauss-Kahn, probabile avversario socialista, i francesi ritengono che Sarkozy otterrebbe il 25% dei suffragi, contro il 56% dello sfidante, Dominique de Villepin il 28 (contro il 51) e Francois Fillon il 32 (contro il 48).
Altra sorpresa emersa nel sondaggio, quella della tenuta di Martine Aubry: se è vero che i francesi mostrano minor entiusiasmo nei suoi confronti rispetto a quello dimostrato per Dominique Strauss-Kahn, è anche vero che la leader del PS viene preferita nettamente come presidente della Repubblica qualunque potenziale rappresentante della destra.
SARKOZY TRA DUE FUOCHI. Tempi duri per il presidente Sarkozy che deve fare i conti con gli attacchi che provengono da più fronti. Da un lato l'inchiesta su Liliane Bettencourt, la ricca ereditiera della L'Orela nel mirino per presunte evasioni fiscali e tangenti ai politici, dall'altro i libri in uscita su Carla Bruni che stanno seriamente preoccupando dell'Eliseo.

Carla Bruni
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In 'Carla et les ambitieux' ('Carla e gli ambiziosì, pubblicato da Editions du Moment) di Yves Derai e Michael Damon, la premiere dame parla a lungo della sua vita a fianco di Sarkozy.
L'altro libro si annuncia invece più piccante. Una biografia non autorizzata, che uscirà nei prossimi giorni nonostante i ripetuti tentativi di bloccarne la pubblicazione, racconta una Carla Bruni mangiauomini, ambiziosa e capace di invitare i suoi ex amanti nella villa di Cap Negre per farli conoscere al marito. "Carla, Une Vie Secrete", questo il titolo della biografia, di Besma Lahouri, già giornalista dell'Express, che si sofferma sul colorito passato della ex top model.
Ancora prima di arrivare in libreria, il libro solleva le voci più fantasiose (come quella, poi smentita, che l'autrice sarebbe fuggita in un luogo sconosciuto, inseguita dalle minacce dell'Eliseo). Sicuro sembra invece che l'editore, Flammarion, abbia sottoposto il testo a diverse "letture giuridiche" per evitare eventuali rappresaglie legali della diretta interessata. Dall'entourage di Carlà, intanto, si apprende che il libro è "zeppo di errori" e che la signora non intende leggerlo. Secondo il quotidiano francese Le Parisien, però, l'Eliseo se ne è procurato una copia - con fatica - che è stata analizzata in dettaglio dai consiglieri presidenziali in vista di un possibile ricorso in tribunale, che però appare improbabile.
GUERRA ELISEO-LE MONDE. Nella guerra fra l'Eliseo e Le Monde sullo scandalo Bettencourt interviene la Procura di Parigi, che chiede ai servizi francesi (la Dcri, Direzione centrale dell'informazione interna, ndr) quali siano state in concreto le "brevi verifiche tecniche" che hanno permesso di individuare in David Senat, stretto collaboratore della Guardasigilli Michele Alliot-Marie, la "gola profonda" di Le Monde.
Il giornale intanto annuncia che presenterà la sua denuncia nei prossimi giorni, mentre l'Eliseo respinge al mittente le accuse di Le Monde di aver violato la regola che protegge il segreto delle fonti giornalistiche facendo intervenire i servizi segreti. Le Monde a sua volta ribatte punto per punto le contestazioni, aggiungendo che "non è la prima volta che l'Eliseo fa appello ai servizi e al controspionaggio per scopi politici o personali". Il quotidiano contesta le dichiarazioni di lunedì sera da parte del capo della polizia francese, Frederic Pechenard, considerato molto vicino al presidente, Nicolas Sarkozy, che ha rivendicato il rispetto delle procedure per quella che definisce "una verifica tecnica" e che Le Monde ha presentato come clamorosa violazione della legge.
L'Eliseo sostiene invece la legittimità dell'operazione mirante a scoprire la talpa al ministero della Giustizia che rese pubblici i verbali dell'interrogatorio di Patrice de Maistre, gran cerimoniere di casa Bettencourt, che hanno inguaiato il ministro Eric Woerth e lo stesso Sarkozy. Le Monde invece cita un funzionario della Cncis, la Commissione nazionale di controllo delle intercettazioni di sicurezza, secondo il quale la richiesta sarebbe stata legittima soltanto "nel quadro della prevenzione del terrorismo".



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