Voto di fiducia/ Timori sui numeri. Occhi puntati su scajoliani e assenti

"Ciascuno fara' quello che si sente, ciascuno decidera' con la propria testa", spiegava uno scajoliano dopo l'intervento di Silvio Berlusconi in Aula. Tra i fedelissimi dell'ex ministro dello Sviluppo resta il malcontento. Un paio di deputati non nascondono, dietro l'anominato, di essere ancora incerti sul voto di domani. Anche per questo motivo il politico ligure ha voluto riunire nuovamente i suoi dopo le dichiarazioni in aula del presidente del Consiglio. Vuole che ci sia una linea unica, ma fino all'ora di pranzo i 'malpancisti' ancora pensavano al modo in cui smarcarsi.
Ieri Scajola e Berlusconi si sono soffermati molto a parlare di partito, della possibilita' che l'ex ministro dello Sviluppo possa ottenere un ruolo piu' importante nel Pdl (c'e' chi parla anche di un accordo per i coordinamenti di Campania e Sardegna) e contribuire alla compilazione delle liste. Alcuni scajoliani, pero', sono determinati ad andare oltre. L'ala dura e' rappresentata da Destro, Antonione e Gava. In particolar modo alcuni esponenti sono interessati al progetto di Montezemolo. Il numero uno di Maranello, viene spiegato, e' pronto a scendere in campo con liste civiche 'bipartisan': esponenti del mondo della societa' civile, imprenditori, persone mai elette ne' alla Camera ne' al Senato (tranne alcuni esempi, tra cuiMerloni, gli ex Pd Rossi e Fistarol). Il malessere serpeggia anche tra gli ex Responsabili: Luciano Sardelli e' stato contattato dai vertici di via dell'Umilta' questa mattina, ma non e' l'unico in 'Popolo e territorio' a volersi smarcare.
I numeri per la maggioranza sono ancora 'ballerini'. Gia' ieri sera, viene riferito da fonti parlamentari del Pdl, nel partito si calcolavano le possibili assenze. Il premier avrebbe chiesto ai vertici del partito di parlare con quanti hanno manifestato malumore, chimateli uno per uno. E questa mattina i maggiorenti di via dell'Umilta', Denis Verdini in testa, hanno contattato piu' di un esponente della maggioranza dato 'in bilico' per sondare le vere intenzioni di voto e cercare di blindare la maggioranza. Nel Pdl si parte dall'ultimo voto di fiducia dello scorso 28 settembre: per salvare Saverio Romano l'asticella si fermo' a 315, ma in quell'occasione il Pdl considero' le assenze e parlo' di maggioranza a quota 325.
Il pallottoliere, fatti gli ultimi conti, per il momento ne calcola 316 (ma nel Pdl si fissa una finestra che va dai 316 ai 320 voti), anche se i piu' pessimisti si spingono a pronosticare un risultato di 314 voti a favore della fiducia: "ci basterebbe per essere salvi", confida un deputato. Il timore, spiegano le stesse fonti, e' che all'appello vengano a mancare dai 6 agli 8 voti. Si temono soprattutto le assenze: tre quelle certe di Papa (agli arresti in carcere), Franzoso (in ospedale) e Gaglione (assente ormai da tempo alle votazioni in aula).
Tra i non presenti al momento del voto potrebbero figurare anche alcuni 'malpancisti', soprattutto tra le fila degli ex Responsabili. Nel Pdl, poi, si fanno i nomi di Mannino (che viene dato ormai per 'perso') e Versace (che ha gia' annunciato il voto contrario), ma si guarda con timore anche agli uomini di Micciche' e a Francesco Nucara, che voto' la sfiducia a Romano. Alcuni deputati pidiellini poi fanno notare con disappunto che molti colleghi leghisti sono partiti e torneranno a Roma domani.


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