La Germania vuole Juncker presidente Ue. Trattato di Lisbona in vigore
Con una sobria cerimonia alla Farnesina per la consegna dello strumento di ratifica ceco, e' entrato formalmente in vigore il Trattato di Lisbona. E' stato il premier ceco, Ian Fischer, a portare personalmente a Roma il documento firmato dal presidente ceco. "E' una carta molto importante", ha sottolineato il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, mostrandolo ai fotografi.
Poi il capo della Farnesina si e' rivolto al premier ceco per sollecitare una decisione sulle nomine a presidente del Consiglio dell'Ue e di Alto rappresentante della politica estera, nel summit di giovedi' prossimo. Fischer partecipera' alla cena voluta dalla presidenza di turno svedese per chiudere la questione delle nomine. "Bisogna decidere e decidere ora", ha dichiarato Frattini, "non sarebbe saggio rinviare e prendere ancora tempo. I nostri popoli chiedono meno burocrazia e piu' politica, per questo bisogna applicare subito il Trattato". Da parte sua il premier ceco ha affermato che la consegna dello strumento di ratifica - depositato a Roma, sede della sottoscrizione del Trattato del 1957 - segna "la conclusione del processo di ratifica e l'inizio della costruzione di un'Europa piu' forte ed efficiente".
BUNDESTAG APPOGGIA JUNCKER CANDIDATO ALLA PRESIDENZA
Prime prese di posizioni ufficiali della Germania sulla candidatura alla nuova presidenza Ue. Il presidente del Parlamento tedesco, Norbert Lammert, e' uscito allo scoperto e, in un'intervista al Frankfurter Allgemeine, ha fatto sapere di preferire il premier lussemburghese Jean-Claude Juncker. "Se i criteri di scelta sono l'esperienza, la reputazione, la competenza e il profilo allora non abbiamo bisogno di altro, nessuno va incontro a questi requisiti piu' di Jean Claude Juncker".Si tratta del primo commento ufficiale da Berlino mentre il presidente di turno Ue svedese Reinfeldt sta cercando di restringere il consenso dei paesi sulle nomine in vista del vertice del 19 novembre. Fino ad oggi la Merkel aveva comunque fatto sapere di non essere d'accordo su una presidenza 'forte' Ue, facendo di fatto fuori il candidato britannico Tony Blair.



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