Finlandia, vince la destra euroscettica e xenofoba
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La Coalizione nazionale ha ottenuto 44 dei 200 seggi parlamentari (20,4%), il Partito social-democratico 42 (19,1%) e gli ultranazionalisti 'Veri Finlandesi' 39 (19%). Il partito di centro guidato dal primo ministro uscente, Mari Kiviniemi, crolla al 15,8% dei voti, ottenendo 35 seggi. Alta l'affluenza alle urne che arriva al 70,4%.
"Cari amici abbiamo scritto la storia!", ha dichiarato Jyrki Katainen, leader dei conservatori, che verosimilmente guiderà il futuro governo: è la prima volta nella storia che il suo partito diventa la prima forza politica del paese.
Il vero trionfo è dei "Veri finlandesi" e del loro carismatico leader, Timo Soini, portatore di una politica populista, euroscettica e, soprattutto, xenofoba. Il suo partito, il più piccolo del parlamento uscente, diventa la terza forza del paese, moltiplicando per sei il numero dei seggi.
Lo scenario più verosimile è quello di un governo di coalizione tra conservatori e socialisti che dovrà esser formato entro la fine di maggio.



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