Fini: non siamo traditori, leali al governo

Mercoledì, 4 agosto 2010 - 08:42:00


Fedelta' e lealta' nei confronti del governo, ma liberta' di dissentire sulle cose che non sono nel programma con cui ci siamo presentati agli elettori. Lo ha ribadito Gianfranco Fini, parlando ai suoi riuniti a cena. Fini ha citato l'esempio della finanziaria: "Se si dovesse votare ora la manovra, voteremmo si', ma voteremmo no nei confronti delle marchette sulle quote latte". Altro esempio illustrato dal presidente della Camera ai suoi parlamentari e' il federalismo: "Nessuno e' contrario al federalismo - ha detto - ma va congegnato in modo di non penalizzare alcune aree del Paese".

L'astensione dei finiani, che non sono al governo, sara' motivata da Benedetto Della Vedova, annuncia Fini ai suoi, ricordando che "la storia di Della Vedova non e' certo una storia da uomo giustizialista".

NO TERZO POLO. Gianfranco Fini non accetta l'accusa di lavorare, come ad esempio nel caso della riunione svoltasi a Montecitorio, per la nascita di un terzo polo. Del resto, ha osservato parlando ai suoi, "e' notorio che Berlusconi ha cercato di avvicinare l'Udc di Casini e l'Api di Rutelli senza esserci riuscito. Ora - ha proseguito la terza carica dello Stato - che una forza di maggioranza, come siamo noi, si confronta con queste due forze non puo' essere definita un traditore".

INTERVISTA AL FOGLIO? NON CREDEVO PROVOCASSE SIMILE RISPOSTA. "Non pensavo che la mia intervista al 'Foglio' provocasse una simile risposta". E' un passaggio del discorso che Gianfranco Fini ha fatto ai suoi, riuniti per la prima volta dopo la costituzione dei gruppi parlamentari Futuro e liberta' per l'Italia.

FINI CHIEDE UNITA' Gianfranco Fini chiede "unita' tra i finiani". Il presidente della Camera chiede "di trovare sempre una sintesi unitaria: e' una necessita' assoluta. Bisogna cancellare ogni distinzione tra falchi e colombe".

BASTA ARCIPELAGO, COORDINARE TUTTE LE INIZIATIVE. "E' finita la fase dell'arcipelago". L'idea e' di individuare una persona, che sara' Roberto Menia, che avra' il compito di far confluire e coordinare tutte le iniziative nate finora sul territorio, come Generazione Italia e simili. Questo perche', e' stato il ragionamento di Fini, "uno dei problemi del Pdl e' che spesso la mano destra non sapeva cosa faceva la mano sinistra". Coerente con questo obiettivo anche l'idea di una figura che coordinera' i gruppi parlamentari. Il prescelto e' Silvano Moffa. Per Fini, "bisogna affiancare una struttura organizzativa sul territorio. Questo e' indispensabile".

Nella riunione Fini cerca infine di stoppare sul nascere le possibili faide interne sui nuovi capigruppo. Si voterà (e il voto è segreto) alla Camera e al Senato. Ma l'indicazione del Capo è per Italo Bocchino come capogruppo a Montecitorio, con Benedetto della Vedova e Giorgio Conte vice.
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