Fini: è un mito credere di governare scavalcando il Parlamento

Martedì, 12 gennaio 2010 - 18:20:00

Fini
Gianfranco Fini

Le grandi decisioni della politica devono essere condivise e passare dal riconoscimento della centralità del Parlamento. E' "mitologia" credere che il governo che ha vinto le elezioni possa usare la decretazione d'urgenza a suo piacimento, scavalcando le Camere. Lo ha ricordato Gianfranco Fini, all'indomani dell'"avanti tutta" dato da Slvio Berlusconi sulla riforma della giustizia. E' "il confronto politico-parlamentare" a "dare piena legittimazione democratica alla decisione della politica", ha scandito il Presidente della Camera aprendo, nella sala della Lupa a Montecitorio, un convegno dedicato a "Il Parlamento e l'evoluzione degli strumenti della legislazione".

"Solo una visione mitologica della democrazia puo' indure a ritenere che la funzione di governo si traduca automaticamente, una volta conclusa la competizione elettorale, in un'agenda legislativa predefinita e a senso unico in cui il potere esecutivo, soprattutto con l'uso distorto della decretazione d'urgenza, tende a limitare - o peggio - a soffocare il libero dibattito parlamentare sulla grandi decisioni di politica pubblica", ha aggiunto.

Deve essere chiaro, ha spiegato Fini, che "la legittimazione democratica a governare non e' solo un dato iniziale che scaturisce dalle urne, ma si rafforza giorno per giorno nell'affrontare e risolvere i problemi sempre nuovi ed inattesi che si presentano sul terreno concreto dei bisogni della collettivita'". Soprattutto "in un sistema parlamentare come il nostro il rapporto quotidiano tra governo e parlamento serve a far valere di fronte ai cittadini, in modo trasparente e motivato, la reponsabilita' per le decisioni che si prendono durante l'intero arco della legislatura".

Quindi non si dimentichi che "e' solo attraverso questo confronto quotidiano che le iniziative politiche del governo e della sua maggioranza diventano, come richiede la Costituzione, politica nazionale, cioe' quella politica deliberativa in cui tutte le forze politiche sono chiamate a concorrere con metodo democratico".

Sette cartelle, il discorso di Fini, lette con tono quasi monocorde. Il momento della discussione parlamentare che precede la decisione della politica, spiega il Presidente della Camera, "non contraddice l'esistenza di un programma e di un indirizzo politico di maggioranza alternativi a quelli delle opposizioni". Al contrario: si tratta dell'"indispensabile presupposto perche' il confronto possa svolgersi in forme democratiche e non si trasformi in un mero rapprto di forza fra opposte fazioni in competizione solo per l'esercizio del potere".

Una riflessione particolarmente necessaria in "un Paese come il nostro", che "storicamente e' troppo incline alla divisione ed alla deligittimazione dell'avversario ed in cui le istanze di coesione ed unificazione nazionale sono state cronicamente deboli". L'Italia, ha sottolineato ancora Fini, continua ad avere "un estremo bisogno di una autentica politica nazionale, soprattutto dopo il tramonto delle ideologie". Questa "e' la ragione per il il Parlamento deve continuare ad essere la principale sede dove attuare il confronto". "La legislazione, i suoi metodi, i suoi contenuti non possono che essere intesi come il risultato di un 'ragionamento pubbli'", conclude il Presidente della Camera. Lo dice la filosofia contemporanea, da Habermas ad Amartya Sen.

LA REPLICA DI BONAIUTI. "Berlusconi ha tutte le carte in regola" per governare, perché "ha la legittimazione che gli viene dalle urne e ha una legittimazione che gli viene dal giorno per giorno, perché tutti i sondaggi ci dicono che ha un gradimento molto elevato, che supera il 60%". Lo dice Paolo Bonaiuti, intervenendo a SkyTg24, replicando alle parole del presidente della Camera, Gianfranco Fini.

Un incontro tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ci sara' "a stretto giro, e' una questione di giorni". Bonaiuti ha spiegato di non aver parlato con Berlusconi delle frasi pronunciate questa mattina a Montecitorio da presidente della Camera sul ruolo del governo e del Parlamento: "Si vedranno a giorni e quando si vedranno ne parleranno", ha aggiunto. Fini e Berlusconi, ha continuato Bonaiuti, sono "i due cofondatori del Pdl e decideranno insieme". Ma "le questioni tra di loro - ha aggiunto - mi pare che siano più gonfiate dai media che non reali".
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