Crisi/ Fini e Schifani: "Taglieremo lo stipendio ai parlamentari"

Domenica, 11 dicembre 2011 - 14:18:59
Parlamento eletto schifaniRenato Schifani

C'è chi pacatamente invita a distinguere tra 'casta' e 'politica' e, comunque, avanza il sospetto che si voglia alzare un polverone per sviare da temi come Ici e Imu. C'e' chi attacca a testa bassa "i gazzettieri" e provocatoriamente propone "tagliateci direttamente la testa, fate prima". C'e' chi compie il passo successivo e, sempre mettendo sotto accusa i giornalisti, denuncia tout court che cosi' si prepara il clima per l'omicidio di un politico, come dice Guido Crosetto avvertendo che i giornalisti cercano "di far uccidere moralmente e fisicamente, perche' questo e' il punto cui arriveremo tra poco, altri cittadini come loro che nulla hanno fatto di male se non essere eletti". Il dibattito sui tagli degli stipendi dei parlamentari continua salire di tono, e la rabbia dei deputati sgorga dalle dichiarazioni che si susseguono.

LA NOTA DI FINI E SCHIFANI - "Non corrisponde al vero quanto ipotizzato da alcuni organi di informazione circa la presunta volonta' del Parlamento di non assumere comportamenti in sintonia con il rigore che la grave crisi economica-finanziaria impone a tutti". E' quanto affermano i presidenti di Senato e Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini a proposito del taglio degli stipendi dei parlamentari.

Non solo: Schifani e Fini chiedono al presidente Istat, Enrico Giovannini, di concludere "nel piu' breve tempo possibile i lavori della commissione" incaricata di studiare le indennita' parlamentari in Europa "per poter subito procedere" al taglio delle indennita' in Italia. E' quanto si legge in una nota.

Insomma, il taglio degli stipendi ci sarà. I due presidenti infatti precisano che "come dimostrano anche le recenti decisioni autonomamente assunte dagli Uffici di Presidenza di Senato e Camera sulla nuova disciplina dei cosiddetti vitalizi, il Parlamento è pienamente consapevole dell'esigenza di dar vita ad atti esemplari e quindi anche di adeguare l'indennità dei propri membri agli standard europei, secondo quanto già votato in Aula nei mesi scorsi sia a Palazzo Madama che a Montecitorio". Di qui la sollecitazione al presidente dell'Istat.

GOVERNO: PAGAMENTI DELLA P.A. CASH FINO A 980 EURO - Il Governo dara' parere favorevole in Commissione Bilancio alla Camera all'emendamento che aumentera' da 500 a 980 euro il tetto per i pagamenti cash da parte della Pubblica amministrazione. Lo rende noto, conversando con i giornalisti, il sottosegretario per i Rapporti con il parlamento Giampaolo D'Andrea.

CONFINDUSTRIA: APPROVARE DL SENZA STRAVOLGIMENTI - Confindustria ribadisce che la manovra varata dal governo Monti e' assolutamente necessaria. Esprime in particolare un forte e convinto apprezzamento per le misure in essa contenute a favore della competitivita' e della crescita. "Si tratta - si legge in una nota - di prime, ma importanti misure che possono dare un sostegno all'economia in una fase molto difficile. L'auspicio e' che il decreto venga approvato rapidamente, senza stravolgimenti e senza che le misure strutturali vengano sostituite da misure una tantum o, comunque, scarsamente credibili. L'approvazione del decreto diventa tanto piu' necessaria ed urgente dal momento che le decisioni prese venerdi' in sede europea, pur rappresentando forse un passo in avanti, non sembrano aver convinto i mercati. E' dunque essenziale che i mercati vengano rassicurati prima della riapertura di domani riguardo in particolare all'invarianza dei saldi, al carattere strutturale delle misure e ai necessari provvedimenti per la crescita. Risulta oggi piu' che mai attuale il monito del Presidente della Repubblica: la manovra giunge giusto in tempo per evitare scenari catastrofici. Non esistono alternative".

Nel comunicato si aggiunge: "Non esiste una prospettiva per l'economia italiana, per le imprese e per l'occupazione, senza la manovra o con una manovra meno incisiva e credibile. Il sostanziale blocco del credito bancario che si e' verificato negli ultimi mesi in conseguenza della perdita di fiducia nel nostro debito sovrano non e' piu' sostenibile. Se non si ripristina la fiducia e la liquidita' non torna a circolare, l'economia e l'occupazione si avvitano in una spirale recessiva. Siamo consapevoli che la manovra contiene sacrifici rilevanti per tante persone, ma - lo ribadiamo - non ha alternative e consente di dare una speranza di ripresa all'economia, all'occupazione, ai giovani e alle donne del nostro Paese".

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