Fini 'insulta' i pastori. E per farsi perdonare adotta una pecora

Si chiama Futura la pecora adottata dal presidente della Camera Gianfranco Fini. Chiamato in causa da Nunzio Marcelli, presidente dell’associazione Allevatori ovicaprini, per aver represso i fischi in aula con la frase "sono i pecorai a fischiare, non i deputati", il presidente della Camera ribadisce "la consapevolezza dell’importante funzione che riveste per lo sviluppo e la valorizzazione del territorio, nonché per il controllo e presidio degli ambienti naturali, contribuendo così a tenere vivi luoghi esposti al pericolo dello spopolamento". "Una presa di posizione importante", commenta Marcelli, "perché finora in Italia non c’è mai stato questo riconoscimento. E quindi, nell’accettare e ricambiare gli auguri per le festività natalizie, rinnoviamo l’invito al Presidente della Camera a venirci a trovare, e per rendere questo invito più concreto abbiamo deciso di inviare i nostri migliori ambasciatori, i nostri prodotti".
Agnello biologico dei parchi, formaggi premiati a livello internazionale, ricotte affumicate servite nei migliori ristoranti d’Abruzzo così come di Manhattan: ecco l’omaggio che i pastori d’Abruzzo stanno inviando il Presidente per sottolineare l’importanza di una svolta, che trovi magari in Fini un paladino di queste attività tradizionali.
"E sarà una nostra pecora", dice Marcelli, "alla quale per l’occasione abbiamo dato il nome di Futura, a portare tutto questo fino al Presidente della Camera". Un gioco di parole tra la volontà di rilanciare il futuro di queste attività e Futuro e libertà, il movimento fondato dallo stesso
Fini. Così il progetto Adotta una pecora, già conosciuto in tutto il mondo, raggiunge ora il presidente della Camera.



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