Fini: il Pdl sarà un partito unitario ma senza un pensiero unico
"Oggi - aveva iniziato Fini - siamo chiamati a costruire un momento; oggi non prendiamo un'occasione, oggi compiamo una strategia; oggi mettiamo una pietra e decidiamo di mettere una pietra in quello che ha rilevanza non solo per noi, ma per la nostra patria - ha detto Gianfranco Fini dal palco. Oggi - ha proseguito - ci accingiamo ad un passo non solo solenne e importante per noi, ma per la storia dell'Italia". Quindici anni di alleanza tra An e Forza Italia, di rapporto con Silvio Berlusconi, "con un unico filo conduttore: la volontà di costruire un'Italia nuova". Sono quelli che Gianfranco Fini racconta davanti al congresso di An, sottolinenando come, da Fiuggi in poi, il partito che oggi si scioglie ha vissuto "alti e bassi", ma con una "linea strategica orientata verso un solo obiettivo: quello di costruire una alleanza nazionale, un'alleanza tra gli italiani". Il leader di An rivendica che nei 15 anni di alleanza con Fi, "non è mai accuduta una rottrura insanabile, come invece è capitato ad altri. Ma c'è stato un lungo cammino comune, pur fatto anche di polemiche e incomprensioni». E questo perchè l'alleanza «nasce dalla base, dagli elettori".
IL SALUTO DI BERLUSCONI - "Cari amici di An, il mio non è un saluto formale, ma un atto di gratitudine e di riconoscenza ad un partito che dopo un lungo cammino ci consente, sulla spinta di milioni e milioni di elettori, di raggiungere tutti insieme un grande e storico traguardo", la nascita del Pdl. A sottolinearlo è Silvio Berlusconi in un messaggio inviato al congresso di An. Le parole del Cavaliere vengono lette dal coordinatore nazionale di Fi Denis Verdini salito sul palco delle assise di Alleanza Nazionale alla Fiera di Roma. "La comunità della destra - prosegue il messagio del premier - ha affrontato ingiuste discriminazioni e ha pagato un duro prezzo alla difesa di idee e principi essenziali della vita e della cultura italiana. Quando nel novembre del '93 - prosegue il leader del Pdl - dichiarai che se avessi votato a Roma nel ballottaggio fra Fini e Rutelli avrei certamente dato il mio sostegno a Gianfranco, subii attacchi inauditi a conferma che ancora 16 anni fa permaneva un iungiusto e intollerabile pregiudizio nei confronti della destra".



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