Tremonti: il ministro del federalismo è Bossi
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Ecco in pillole quanto emerso sulle prossime tappe del federalismo dalla relazione del Tesoro.
TASSA UNICA COMUNALE, SCELGONO I CITTADINI - Gli attuali tributi statali e municipali che a vario titolo e forma insistono sul comparto immobiliare verranno concentrati in un unico titolo di prelievo da attivarsi, previa verifica di consenso popolare, su iniziativa dei singoli Comuni.
NON PESERÀ SU PRIMA CASA - La prima casa resterà esente dall'imposta.
CEDOLARE SECCA AFFITTI - Arriverà con il decreto sui tributi locali, è il «posto giusto» per inserirla, secondo l'idea del ministro Tremonti. La percentuale dell'aliquota della quale si è finora parlato è del 20%. Andrà ai Comuni.
TRIBUTI COMUNI PESERANNO PER 15 MLD - Ai Comuni verranno mano a mano tagliati 15 miliardi di trasferimenti che saranno compensati, come ha spiegato Tremonti, da «15 miliardi di titoli di finanziamento proprio».
COSTI E FABBISOGNI STANDARD SU BASE STUDI SETTORE - Per definire questi livelli di servizio verrà coinvolta la Sose (società per gli studi di settore).
BASE SARANNO REGIONI 'VIRTUOSÈ - La definizione dei costi e dei fabbisogni standard ai quali tutte le autonomie dovranno adattarsi, saranno fatti sulla base di un panierè di regioni virtuose. Questo, secondo il Tesoro, dovrebbe comportare dei risparmi.
CORRESPONSABILITÀ STATO-REGIONI SU SANITÀ E INVALIDI - Ci sarà corresponsabilità tra Stato e Regioni e tra le Regioni stesse, nella programmazione, attuazione e verifica dei vincoli di bilancio, a partire dal Servizio Sanitario Nazionale e dalle Pensioni di invalidità.
A LUGLIO FISCALITÀ REGIONI - Dopo il 'federalismo municipalè a luglio ci saranno i numeri della fiscalità delle regioni.
NUMERI FEDERALISMO TRA LUGLIO E SETTEMBRE - I «risparmi» del federalismo fiscale, secondo quanto ha riferito il ministro Tremonti ci saranno «tra luglio e settembre», per ora si è individuato «un metodo». Una cifra circolata è al momento non smentita è quella di 10 miliardi.
Il governo intende dare in mano ai comuni le imposte sugli immobili. Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, spiegando anche che l'intenzione e' quella di far confluire in un'unica imposta le diverse tasse immobiliari che ci sono oggi. La tassa unica sugli immobili consnetira' ai Comuni di concentrare 17 o addirittura fino a 24 tributi, lasciando esclusa la prima casa con la previsione di una cedolare secca sugli affitti. E' quanto si legge nella relazione sul federalismo fiscale presentata dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti.
L'obiettivo "essenziale", spiega la relazione, "e' quello della massima possibile coincidenza tra la cosa amministrata e la cosa tassata" e si puo' raggiungere prevedendo: "una prima fase in cui si opera l'attribuzione ai Comuni della titolarita' dei tributi oggi statali inerenti al comparto territoriale e immobiliare (ad esempio imposte di registro, imposte ipotecarie e catastali, Irpef su immobili, ecc.); una seconda fase in cui "gli attuali tributi statali e municipali che a vario titolo e forma insistono sul comparto immobiliare potrebbero essere concentrati in un unico titolo di prelievo, da attivarsi, previa verifica di consenso popolare, su iniziativa dei singoli Comuni". Data l'attuale "vastissima platea di tributi diversi ed eterogenei, i tributi concentrabili sarebbero non meno di 17, ma potrebbero per delibera comunale salire fino a 24". In questi termini, si legge ancora nella relazione, "si integrerebbe una forma unica di prelievo che semplificherebbe radicalmente la vita dei cittadini, nella forma di un adempimento unico. Sarebbe comunque esclusa la prima casa, destinata a restare esente dal tributo, con la previsione di una cedolare secca sugli affitti". Per assicurare un'applicazione graduale della riforma, al posto dei trasferimenti erariali soppressi verrebbe istituito un fondo perequativo, gestito dalla Conferenza Stato-Citta', con il coinvolgimento delle Regioni, e il suo ammontare sarebbe destinato a decrescere annualmente.
MANOVRA: ERRANI, PACE GOVERNO-REGIONI? SE SI RIVEDONO TAGLI "Arrivera' anche a noi quest'onda positiva, nel momento in cui il Governo sara' disponibile a rivedere l'equilibrio dei tagli". Risponde, con una battuta, il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, a chi gli chiede di commentare le parole del leader del Carroccio, Umberto Bossi, sulla ritrovata pace fra Governo e Regioni.
«Il ministro del Federalismo è qui: è Bossi». Così il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha replicato a un cronista che gli chiedeva come mai alla conferenza stampa sulla relazione sul federalismo fiscale fosse assente il ministro Aldo Brancher che al momento della nomina era stato indicato come titolare appunto del Federalismo. Alla conferenza stampa di Palazzo Chigi hanno partecipato, oltre a Tremonti e Bossi, il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, e quello della Semplificazione normativa, Roberto Calderoli. Sul sito della presidenza del Consiglio l'attribuzione data a Brancher è quella della Sussidiarietà e decentramento
"Arrivera' anche a noi quest'onda positiva, nel momento in cui il Governo sara' disponibile a rivedere l'equilibrio dei tagli". Risponde, con una battuta, il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, a chi gli chiede di commentare le parole del leader del Carroccio, Umberto Bossi, sulla ritrovata pace fra Governo e Regioni.



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