Via libera del CdM al federalismo
Un unico decreto per gli ultimi tre tasselli di attuazione del federalismo fiscale. Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera a un testo che racchiude gli ultimi tre decreti legislativi, concentrati in 27 punti. Dalle regole sulla fiscalità delle regioni e delle province ai costi e fabbisogni standard della sanità, fino al fondo perequativo. Giovedì mattina il via libera in prima lettura, poi l'esame della Conferenza unificata e delle Camere prima del via libera definitivo, che dovrebbe arrivare, secondo quanto ha detto il premier, entro dicembre o "al massimo entro marzo del prossimo anno".
Governo/ Bossi: elezioni più lontane, bene ok a federalismo
"Ora le vedo abbastanza lontane". Umberto Bossi risponde così, lasciando palazzo Chigi, ad una domanda sulle elezioni anticipate. "L'ok al federalismo è un buon segno per il prosieguo della legislatura", spiega il leader della Lega dopo il Cdm che ha approvato l'ultimo dlgs del federalismo fiscale.
Bossi ribadisce che per lui "era meglio votare", ma "berlusconi non vuole le elezioni, perchè teme giustamente un governo tecnico che farebbe disastri". Se si fosse aperta la crisi "come chiedevo io, mi sa che il Presidente della Repubblica faceva un governo tecnico, per fare quelle leggi che altrimenti non possono passare". Insomma, "io faccio quello che mi dice di fare Berlusconi, e Berlusconi fa ragionamenti seri". Certo, "prima o poi al voto si deve andare, e il tempo naturale per il voto è la primavera. Ma ora le elezioni le vedo abbastanza lontane".
Federalismo/ Tremonti: fatto con consenso, unisce e non divide
"Sono convinto che il federalismo fiscale è un elemento che unisce e non divide". Ad affermarlo il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, in una conferenza stampa dopo un cdm che ha varato l'ultimo decreto. Tremonti ha insistito sul fatto che il processo che ha portato al via libera dei "setti decreti" è stato compiuto attraverso "una scelta di consenso con l'opposizione responsabile e con Regioni Province e Comuni". Secondo il ministro è un processo "oggi si è chiusa una fase fondamentale".
Federalismo/ Errani: andiamo avanti, ma ci sono criticità
Avanti con la discussione sul federalismo perchè le Regioni vogliono "arrivarci, ma sicuri che rappresenti per i nostri cittadini il passo avanti che tutti auspichiamo". Ma restano "serie criticità" sulla parte relativa ai costi standard, che oggi per quelli della sanità il governo ha accorpato a sorpresa con il decreto sul federalismo fiscale. Metodo sul quale la Conferenza delle Regioni, ribadisce il presidente Vasco Errani, ribadisce il suo malumore: "Non condividiamo il metodo scelto dal governo di presentare in Cdm oltre al decreto sul federalismo anche quello sui costi standard della sanità. Quarantotto ore fa - spiega il presidente - con l'esecutivo avevamo definito un percorso di lavoro che non prevedeva la riunificazione dei decreti in quanto quello sui costi standard non l'avevamo ancora discusso".
Critiche sul metodo, dunque, ma non su quel che riguarda il singolo decreto sul federalismo fiscale su cui lo stesso Errani ammette: "In alcuni punti questo testo va incontro alle richieste avanzate da noi al governo nel precedente incontro. Le Regioni - prosegue Errani - sanno che restano fondamentali le definizioni dei Lea e dei Lep". Altro punto da analizzare, secondo Errani, è quello sulla manovra: "Abbiamo aperto due tavoli con il governo, un fatto positivo, ma l'incrocio fra manovra e federalismo fiscale è decisivo".
LA SCHEDA: ECCO CHE COSA CAMBIA - Questi i punti principali del provvedimento in 27 articoli: arriva l'addizionale Irpef per le Regioni dal 2012 e dal 2015 potrà essere aumentata fino al 3% contestualmente a una riduzione delle aliquote di competenza statale; la riduzione dell'Irap potrà avvenire solo se l'Irpef non sarà stata aumentata; la quota Iva che andrà alle Regioni dal 2014 sarà ridefinita da Governo e Regioni e alimenterà il Fondo di solidarietà regionale per finanziare sanità, istruzione, assistenza e trasporto pubblico; dal 2014 scompariranno la tassa di abilitazione professionale, l'imposta sulle concessioni demaniali e per l'occupazione di spazi pubblici, ma dal 2012 arriverà la compartecipazione all'accisa sulla benzina. Viene istituito il Fondo perequativo per comuni e province che sarà gestito dalle Regioni e ci sarà un nuovo indicatore del fabbisogno infrastrutture per ripartire le risorse. Per quanto riguarda i costi standard della sanità scatteranno dal 2013, faranno da benchmark tre regioni con i conti in ordine.



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