Il federalismo unisce, non divide. Gli Usa insegnano
Di Domenico Cutrona, Segretario Movimento Popolare Federalistico
Con Machiavelli, nasce lo Stato moderno, e si assiste al passaggio da uno Stato assoluto sino allo Stato sociale, di cui si conoscono tutte le forme. Tra cui il federalismo di cui oggi si discute la sua attuazione, ma si vuole chiarire cosa s'intende per Federalismo per evitare che vi siano alcune distorsioni su tale forma di Stato, facendo riferimento agli Stati Uniti d'America.
Si può affermare che l'idea di federalismo nacque e trovò immediata applicazione nel Nord America, verso la fine del 1700, quando i vari Stati, indipendenti ed autonomi, ex colonie inglesi, conquistarono l'indipendenza e si posero il problema di restare separati oppure di fondersi in un unico Stato. Fra le varie, idee, prevalse quella del federalismo che fu teorizzata e portata avanti da Alexander Hamilton e Jay Madison. Fu così creata un'autorità sovrastante quella dei singoli Stati e dotata di sufficienti poteri da poter impedire conflitti fra di essi.
![]() Domenico Cutrona |
Dal latino faedus, che significa patto, alleanza, il federalismo organizza lo Stato sulla base dei principi dell'Autogoverno. La concezione federalista si pone come obiettivo quello di un'acquisizione totale delle libertà individuali e dell'assunzione delle responsabilità da parte dei cittadini. Se consideriamo lo Stato come frutto di un "patto", di un "contratto" fra cittadini, e fra cittadini ed eletti, e in quanto tale, espressione della loro comune volontà, allora si realizzano le condizioni per una Democrazia possibile e non illusoria o prescrittiva come quella prevista della nostra Costituzione. In Italia si assiste, invece, al fatto che il parlamentare una volta eletto, si può permettere di cambiare anche orientamento politico, a discapito dei suoi elettori che l'hanno eletto o peggio ancora adotta provvedimenti legislativi che sono l'esatto contrario di quello per cui sono stati delegati e di cui gli elettori si aspettano il riscontro.
Negli Stati Uniti d'America si forma la Convenzione di Filadelfia che terminò di elaborare la Costituzione nel settembre 1787. La Costituzione, fu ratificata da 9 Stati nel 1789 e dagli altri quattro tra il 1789 e il 1791. Entrò, quindi, legalmente in vigore nel corso del 1789. La Costituzione statunitense divide i poteri pubblici tra quelli federali e quelli degli Stati federati, componenti dell'Unione. Complessivamente il potere centrale (federale) è articolato e diviso in tre poteri coordinati ma indipendenti: esecutivo, legislativo e giudiziario. Ai poteri federali sono riservate le leggi in materia di politica estera, di difesa, di commercio interno ed esterno e il diritto di fissare ed esigere imposte federali, l'emissione di moneta e la formazione e gestione del debito pubblico. Tutti i poteri non delegati espressamente al potere federale sono di competenza degli Stati che formano la Federazione. Il principio della "separazione dei poteri" é stabilito sia per quanto riguarda l'esercizio delle funzioni separatamente attribuite (al Congresso per il legislativo; al Presidente per l'esecutivo; alla Corte Suprema per il giudiziario), sia per quanto riguarda l'indipendenza nei rapporti tra i tre poteri fondamentali. Un principio costituzionale importante é il "bilanciamento dei poteri" ossia il reciproco controllo tra i vari organi costituzionali. Ad esempio: il Presidente nomina i giudici della Corte Suprema e stipula trattati internazionali ma il Senato deve approvarli; il vicepresidente degli Stati Uniti - partecipe dell'esecutivo - presiede, però, anche il Senato che é una delle due espressioni del ben distinto potere legislativo.



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