Berlusconi/ Il ministero dell'Interno annuncia il giro di vite: perseguire l'apologia di reati sul web

Il numero dei suoi fan, in Rete, sfiora ormai i 50 mila alle ore 15 di lunedì. Il gruppo di Facebook dedicato a Massimo Tartaglia, l'uomo che ha ferito Silvio Berlusconi dopo il comizio di Milano, continua a crescere (anche se, come spesso avviene in questi casi, accanto ai sostenitori dell'aggressore non mancano le persone che si iscrivono solo per manifestare la propria disapprovazione). Tanto che il ministro per l'Interno, Roberto Maroni, sta valutando di "oscurare i siti Internet che incitano alla violenza".
Il responsabile del Viminale, che parla di "apologia di reato e istigazione alla violenza" attraverso la rete, potrebbe già portare nel Consiglio dei ministri di giovedì "delle misure che ci consentano di intervenire per porre fine a questo scempio". Anche il ministro per le Politiche europee, Andrea Ronchi, chiede al Viminale di bloccare le pagine "in cui si inneggia alla vigliacca aggressione subita dal presidente del Consiglio". E Gabriella Carlucci, parlamentare del Pdl, rilancia: "Internet e i social network stanno diventando, ogni giorno di più, canali e strumenti di diffusione di odio e veleno. È giunto il momento di eliminare definitivamente l'anonimato in rete".
Nel frattempo, sul popolare social network sono nati anche parecchi gruppi di sostegno al Cavaliere: da "In carcere Tartaglia" a "Ergastolo per Tartaglia" fino a "Solidarietà per la vile aggressione". Il più numeroso è "Sosteniamo Silvio Berlusconi contro i fan Massimo Tartaglia": in poche ore avrebbe raccolto oltre 380 mila iscritti. Ma in questo caso si tratta forse di un falso: un gruppo già esistente, cioè, e al quale è stato cambiato nome (ci sono foto e riferimenti relativi a date precedenti).
La notizia dell'aggressione è ovviamente rimbalzata anche su Twitter. Sul sito di microblogging si susseguono, minuto dopo minuto, i commenti e le reazioni provenienti da tutto il mondo. Una ragazza spagnola prova a "ironizzare", affermando che hanno fatto "una faccia nuova" al premier. Un altro navigatore si chiede, in inglese: "Ma cosa ha fatto il povero Berlusconi per meritarsi tutto questo?".
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per il reato di istigazione a delinquere in merito ai gruppi apparsi sul social network Facebook dopo l'aggressione nei confronti del premier Silvio Berlusconi, colpito al volto da una statuetta a Milano. In particolare la procura sta indagando su due gruppi nati a sostegno dell'azione compiuta da Massimo Tartaglia. In uno dei gruppi e' apparsa la frase "Uno, dieci, cento, mille Massimo Tartaglia" e nell'altro la frase "Berlusconi a morte". Il fascicolo e' stato affidato al pubblico ministero Andrea De Gasperis che ha incaricato delle indagini la polizia postale che dovra' provvedere a oscurare i gruppi.



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