Il voto in Europa... Sarkozy va in fuga

Sabato, 6 giugno 2009 - 10:52:00


L'INZIATIVA DI NICOLO' SELLA DI MONTELUCE "L'EUROPA AGLI EUROPEI"

Europee, 18 parlamentari "fantasma" a Strasburgo

Europa agli europei. Altrimenti sarà il tracollo...

Per un'Europa più coraggiosa e responsabile

Per un governo Ue eletto dai cittadini. Firma l'appello "l'Europa agli europei"

Le elezioni europee tolgono il sonno a molti leader. Solo il presidente francese è tranquillo. Il Cancelliere Merkel perderà molti voti, il premier spagnolo Zapatero teme il leader dell'opposizione Rajoy e lo scandalo rimborsi in Gb fa crollarei al minimo Brown. Capitano in un momento difficile per la politica interna dei Paesi europei queste elezioni per il Parlamento di Strasburgo.

I sondaggi sono ancora incerti, in linea di massima si prevede un calo del Partito popolare, un modesto calo del Partito Socialista una tenuta dei liberali, mentre le ali destra e sinistra dovrebbero avere qualche crescita, sulla spinta dell'ondata di protesta per la crisi economica. I due Paesi nei quali i leader appaiono più in difficoltà sono Gran Bretagna e Spagna.

A Londra Gordon Brown, che aveva avuto una rilevante crescita di popolarità proprio all'inizio della crisi si trova oggi in pessime acque. La crisi incalza e lo scandalo delle truffe dei deputati nazionali sui rimborsi spese, che ha colpito un po' tutti i partiti, ha fatto male soprattutto ai laburisti, in quanto partito al potere. Gli ultimi sondaggi per l'appuntamento del 4 giugno sono piuttosto espliciti: i laburisti sono tra il 24% e il 28% (il che vuol dire un calo di circa il 15% da quando Brown è al potere), contro il 38%-40% dei conservatori. I liberali si avvicinano al 20% mentre gli "altri" sono in continua crescita, anche loro sul 20%.

Il leader tories David Cameron da tempo chiede infatti che il Paese torni al voto per le elezioni politiche, che Brown, a una anno circa di distanza dalla scadenza naturale, ovviamente vede invece con terrore. Un tracollo alle europee darebbe nuova linfa alla campagna dei conservatori.

In Spagna l'incubo di Jose Luis Zapatero è invece il sorpasso da parte dei Popolari, dopo due elezioni vinte. Anche qui la crisi economica è la causa principale della debolezza del governo (a favore non ha certo giocato la scelta di Zapatero di sostenere il popolare Jose Manuel Barroso alla guida della Commissione europea per altri cinque anni) e Mariano Rajoy, leader del Pp, sembra riuscire ad approfittarne. L'ultimo sondaggio preoccupa i socialisti poichè colloca i due partiti praticamente appaiati: il Psoe sarebbe al 42,8% dei voti contro il 42% del Pp. Una situazione che porterebbe ad una partità nei seggi, 23 ciascuno sui 50 che toccano alla Spagna.

In Germania un deciso calo dei cristianodemocratici è più che atteso. Non si escludere però un grande crollo, se la Csu (la seconda sigla dell'alleanza Cdu-Csu) non dovesse raggiungere la soglia del 5% su base nazionale con i suoi voti in Baviera, unico Land in cui si presenta. Attualmente è accreditata sopra il 6%, ma su queste cifre la forbice di errore non garantisce un risultato sopra la soglia. Angela Merkel non dorme insomma sonni tranquilli. Alla prossima prova elettorale, che precede di soli tre mesi le elezioni politiche nazionali di settembre, il suo partito, la Cdu, perderà molto, secondo alcuni sondaggi anche oltre l'otto per cento, e pure la Csu è in calo dall'8% raggiunto alle europee del 2004. I socialdemocratici, alleati di governo, sono invece dati in rilevante aumento. Potrebbero arrivare al 30%, dal 21,5% di cinque anni fa. Il terremoto tedesco causato anche qui dal giudizio che gli elettori danno del governo concentrando però tutte le loro 'riserve' sul capo, continua con la sinistra della Linke data in forte crescita, dal 6 fino al 9% o oltre e i liberali dell'Fdp dal 6,1 a oltre l'11%. In Germania perdono anche i Verdi, qualche decimale, che però potrebbe costargli anche due deputati.


Sarkozy in bici
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