Europee, 18 parlamentari "fantasma" a Strasburgo
Di Nicolò Sella di Monteluce
A poco meno di due settimane dalle elezioni europee, la campagna elettorale va verso due direzioni poco significative.
Innanzitutto, è territorio di impropria resa dei conti della politica interna: tra i partiti della maggioranza e, nell'opposizione, nella lotta alle schegge partitiche marginali. Poche le proposte europee. Pochi sono i partiti che abbiano reso noto il loro programma; pochi in che gruppo parlamentare entreranno. Il totale vuoto di una proposta politica renderà allora il nuovo Parlamento incapace ad essere antitetico al sistema della burocrazia di Bruxelles.

Il parlamento Ue
Dovrebbe invece essere capace di richiedere a gran voce la potestà di eleggere il suo governo e di controllarne l'operato. Anche contro i trattati in fase di approvazione. Ergersi insomma a Costituernte della Democrazia in Europa! .Purtroppo nessun movimento politico pone questo punto alla base della propria campagna elettorale. E a meno che alcuni parlamentari coraggiosi non si mobilitino, rimarrà un Organo democraticamente sterile... Cosi i principali quotidiani parlano delle prossime decisioni che incomberanno sul nuovo Parlamento, quali; accesso alla musica via internet, uso ed alle tariffe dei telefoni cellulari, difesa da attacchi batteriologici e dalla "bomba sporca", lotta ai prodotti ottenuti dalle foche...
In secondo luogo, e quasi comico, l'arrivo di 18 parlamentari "fantasma", pronti ad entrare in parlamento al momento in cui i rispettivi paesi verranno ammessi, e da subito osservatori senza voto, ma stipendiati (286 mila sterline annue, come da Daily Telegraph)!
Abbiamo chiesto più volte che i candidati si esprimessero su come affrontare i grandi temi europei: innanzitutto riportare il sistema EU nell'ambito di una democrazia; con un governo eletto, responsabile verso il parlamento; un totale controllo politico sul sistema burocratico (quel sistema che oggi determina le dimensioni delle banane senza essere bacchettato dal parlamento). Poi, una volta eletti, aprire un serio dibattito sull'immigrazione, sulla politica estera, sulla politica fiscale e finanziaria della UE. Definire. Insomma le grandi strategie in cui l'Europa dovrà muoversi nei prossimi 5 anni.
Peccato, forse stiamo perdendo una nuova occasione.



Commenti
Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.


















