Minsk, primi arresti per l'attenato alla metro
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In precedenza erano stati diramati una serie di identikit di possibili persone coinvolte nella strage. Secondo quanto sottolineato dal ministro degli interni della capitale bielorussa, Anatolij Kuleshov, "le testimonianze hanno permesso la ricostruzione fotografica dei volti di due persone". Il ministro ha fatto presente che gli investigatori stanno ora controllando le registrazioni effettuate dalle telecamere presenti nella metropolitana. Anatolij Kuleshov ritiene di poter escludere la presenza di donne nel commando che ha compiuto la strage. Il ministro ha anche negato che l'agguato di ieri possa essere stato opera "di terroristi kamikaze", elemento questo che potrebbe far escludere la pista cecena. Lo stesso Kuleshov ha poi aggiunto che l'ordigno era composto da 5kg di esplosivo TNT e il sio obiettivo era fare più vittime possibili.
L'attentato è stato portato a termine ieri all'ora di punta nella centralissima stazione della metropolitana di Oktyabrskaya, a due passi dalla residenza del presidente Lukashenko ed è stata causata da una bomba. Alcuni testimoni hanno dichiarato che la bomba è esplosa mentre alcuni passengeri si apprestavano a scendere da un treno fermo sulla banchina. "C'è stato un lampo all'improvviso" ha dichiarato un testimone" Immediatamente la stazione è stata invasa dal fumo e molte persone si siono allontanate strascinandosi sulle ginocchia".
Il presidente Lukashenko ha parlato di un atto per destabilizzare il paese e non ha escluso un coinvolgimento straniero. Già nel 2008 la Bielorussia fu teatro di un attacco terroristico; in quell'occasione, sempre a Minsk, un ordigno esplose durante un concerto per la festa dell'indipendenza nazionale facendo 50 feriti. I responsabili di quel gesto non sono ancora stati identificati.
Il paese è attraversato da diverse tensioni politiche in seguito alle contestate elezioni presidenziali del Dicembre scorso. Lukashenko, che governa il paese con pugno di ferro dal 94, è stato rieletto; ma secondo l'opposizione e gli osservatori internazionali il voto sarebbe stato condizionato da frodi massicce. In risposta ai brogli l'opposizione è scesa in piazza, ma la polizia ha reagito con forza arrestando più di 600 persone fra cui alcuni acandidati presidenziali. In risposta a questi eventi l'Unione Europa e gli Usa hanno imposto un embargo sui visti e sui viaggi per Lukashenko e il suo entourage.



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