Elsa Fornero, il ministro che non si tira indietro

Lunedì, 30 gennaio 2012 - 16:14:00
forneroElsa Fornero

di Giovanna Guzzetti

Dalle lacrime del 4 dicembre, durante l’annuncio della riforma delle pensioni, ad oggi, non sono trascorsi nemmeno due mesi ma Elsa Fornero, ministro del Lavoro, Previdenza sociale e Pari opportunità, di cose ne ha fatte e procede secondo una impegnativa  e ferrea tabella di marcia.
 
Questa settimana tocca al lavoro, sul quale ancora una volta ci giudicherà l’Europa.
Sul tavolo di Elsa Fornero (che intanto se la deve anche vedere con le beghe d’ufficio, alias le uscite non felici del suo - ma non d’elezione - viceministro Martone) ora ci sono temi spinosi che non si riducono, checché se ne dica o scriva, al famigerato articolo 18, su cui si è fatta molta demagogia, ma che comprendono il contratto unico; il punto dolente dell’accesso al lavoro, visto che oggi, in Italia, il 30% dei giovani non lavora e la piena occupazione femminile (60% secondo l’agenda di Lisbona) è ancora un miraggio;  gli ammortizzatori sociali per chi viene espulso dalla cittadella dei “contrattualizzati” con scarsissima speranza di rientrarvi; la formazione.
 
 

Bocciata l'ipotesi di Elsa Fornero, attuale ministro del Welfare, candidato premier del Centrodestra. A dirlo è il coordinatore del Popolo della Libertà Ignazio La Russa, intervistato dal quotidiano online Affaritaliani.it.

Elsa Fornero potrebbe essere il prossimo premier?

"Di quale Stato?".

Cioè?

"Eh, questa è la risposta".

Italiano, ovviamente...

"Ah, non avevo capito".

Quindi non potrebbe essere premier...?

"E perché dovrebbe esserlo? Ripeto, perché dovrebbe esserlo? E' una persona degna di rispetto ma non vedo perché dovrebbe ambire a fare il presidente del Consiglio. In base a quali criteri? Se gli italiani decidessero di darle fiducia votandola sicuramente sì, come qualunque altro cittadino. Questa è la risposta".

Potrebbe mai essere il candidato premier del Centrodestra?

"Se i partiti decidessero che fosse lei sicuramente sì, ma non vedo questa probabilità".

Il compito che attende il ministro Fornero non è dei più facili vista l’interlocuzione, d’obbligo, con i sindacati. Susanna Camusso in testa, che con la titolare del Welfare ha già avuto uno scambio duro durante l’iter delle pensioni “Tanta violenza non me l’aspettavo da una donna”. Con i rappresentanti dei lavoratori il ministro, al pari del Premier, vorrebbe interagire alla ricerca del consenso e non secondo i riti della concertazione che, a seconda delle occasioni, si è trasformata in consociativismo oppure ha assunto i caratteri della conflittualità e/o divisione.
 
Ma guardiamo ai fatti. In carica come ministro della Repubblica dal 16 novembre 2011, Elsa Fornero ha varato un’epocale riforma del sistema previdenziale. Dalla sera alla mattina, verrebbe da dire, perché è proprio vero che molti lavoratori in attesa di pensione si sono trovati catapultati in uno scenario completamente diverso (e non migliorativo individualmente) tra il 4 ed il 5 dicembre.
Allieva prediletta di Onorato Castellino, autore di un indimenticabile Labirinto delle pensioni nel lontano 1976, Elsa Fornero ha tradotto in pratica le convinzioni, più volte propugnate, frutto di anni di studi e di ricerche sul campo, sull’efficacia e la non indifferibilità dell’adozione del sistema contributivo.
Detto, fatto. Dal primo gennaio 2012 è questo il criterio con cui si calcoleranno le pensioni, tutte, da quella data in avanti. Oggi il nostro sistema previdenziale è preso ad esempio in Europa e crea stupore persino all’Eliseo dove un disinformato Sarzoky ha domandato al suo premier Fillon se quello della riforma delle pensioni in Italia, viste le caratteristiche, fosse ancora un progetto o già una realtà.
 

Tornando al lavoro, non abbiamo molti dubbi che la docente torinese, dopo una prima partenza in salita, riesca a farcela. Anche grazie alla “spacchettizzazione” dei temi sul piatto da ricomporre poi in un unicum politically correct e, soprattutto, socially acceptable.

Ci piace molto il ministro Fornero che non si tira indietro, sa fare della autoironia ma è ferma e tiene la barra dritta al centro senza assumere i caratteri della decisionista. Che parla con competenza e con il linguaggio impopolare di chi non nasconde la verità (ad esempio sulla drammaticità della situazione in cui versava il nostro Paese quando è arrivato il governo Monti). E che, senza dar spazio a nuances di disaccordo, stigmatizza però l’ottimismo del superministro Passera, già accreditato di un premierato alla prossima consultazione elettorale, sui tempi della ripartenza per la crescita, sottolineando che “quello che si può fare è lavorare per il medio termine, e lo stiamo facendo”. Facendoci altresì tornare alla memoria Einaudi (valuta citata a parte), quando fa presente che il suo impegno massimo è “incanalare ogni euro nella giusta direzione”.
 
Ha ragione Aldo Grasso quando afferma che la rinascita impone “rigore, sobrietà ed un infuso quaresimale”. I primi due ci pare che il ministro li incarni e li trasmetta. Il cenno alla quaresima fa tornare alla mente i “fioretti” cui eravamo chiamati da bambini. Ce ne aspettano ancora parecchi.
Ci auguriamo, per senso di responsabilità verso la collettività, che il governo Monti continui ad indicarci la strada, senza intoppi e trabocchetti che di tanto in tanto sembrano in procinto di arrivare da diverse parti politiche. Evocando crisi ed elezioni anticipate.
Per il prossimo governo, politico, alcuni nomi sono stati già fatti.
Ma se la discontinuità rappresentata dall’esecutivo Monti (strano, rivoluzionario, innovatore, per usare le definizioni del neo senatore a vita) proseguisse con un volto nuovo, di genere diverso, a Palazzo Chigi?
Il ministro Fornero ha detto più volte di essere “a tempo” e di voler tornare ai suoi incarichi universitari. Ci crediamo. Ma ci sentiamo anche di dire che le sue realizzazioni, i provvedimenti che portano il suo nome, vere e proprie innovazioni rivoluzionarie in settori da sempre refrattari a interventi radicali, potrebbero fare di lei il candidato ideale per l’Italia della Terza Repubblica.



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