Praga alle urne con l'incubo falce e martello

Venerdì, 28 maggio 2010 - 08:47:00


Falce e Martello

Elezioni legislative nel segno dell’incertezza, oggi e domani, nella Repubblica Ceca, dopo un anno di governo tecnico di Jan Fischer, succeduto al premier conservatore dimissionario, Mirek Topolanek. Un voto che secondo tutti i sondaggi, dovrebbe essere vinto dal partito socialdemocratico (Cssd) dell’ex premier Paroubek, ma che, in mancanza dei numeri per formare una coalizione, potrebbe sfociare in un nuovo governo conservatore. I cechi vorrebbero solo stabilità e meno litigi politici e preferirebbero che Fischer continuasse a governare. L’esperto di statistica, che non vuole restare in politica e andrà a lavorare a Londra alla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers), si è guadagnato la stima della gente proprio per la serietà e l’estraneità al mondo della politica.

I sondaggi danno i socialdemocratici in testa, seguiti dal partito conservatore dei Civici Democratici (Ods), ma indicano anche un trend in calo per i due maggiori partiti. Gli analisti rimandano anche a un divario generazionale: i più anziani votano a sinistra, i giovani a destra. L’ultimo sondaggio Factum Invenio dava il Cssd di Paroubek al 26,3% e l’Ods di Petr Necas, il nuovo leader succeduto ad aprile a Topolanek, al 22,9%. Al terzo posto ci sono i comunisti (Kscm) al 13,1%. Seguono nuovi partiti di centrodestra: Cose pubbliche (Vv) del popolare giornalista tv Radek John, al 12,6%, e Top 09 dell’ex ministro degli Esteri Schwarzenberg, al 10,9%.

I popolari (Kdu-Csl), al governo con Topolanek, rischiano di restare sotto la soglia del 5% e i Verdi, appoggiati dall’ex presidente Havel, dopo il successo nel 2006, probabilmente rimarranno sotto. Spera di farcela anche il partito dei Diritti dei cittadini (Spo) fondato dall’ex premier socialdemocratico Zeman. In generale i socialdemocratici promettono garanzie sociali e la revoca di tutte le riforme del governo Topolanek, mentre l’Ods punta su un programma di austerità e risanamento dei conti. Anche se, sulla carta, hanno la vittoria in tasca, di fatto i socialdemocratici rischiano di restare a piedi perché non hanno i numeri per governare da soli e potrebbero allearsi solo con il Kscm. Ma un governo coi comunisti a soli 20 anni dal crollo del regime non andrebbe giù ai cechi e il presidente Klaus ha già detto che non lo accetterebbe.

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