Elezioni amministrative/ Dopo la sconfitta Bossi cerca un altro taxi
di Giuseppe Baiocchi
| FORUM/ Dopo la sconfitta elettorale che cosa farà la Lega? |
Onore ai sindaci eletti, il popolo in democrazia ha sempre ragione. E come si è parlato pochissimo in questa brutta campagna elettorale dei progetti, delle visioni, delle "anime" delle città chiamate a pronunciarsi, così il risultato si proietta per forza di cose sul Palazzo romano, la tenuta del governo, l'attesa spasmodica di un cambiamento.
Ha perso Berlusconi, che ha voluto a tutti i costi "metterci la faccia"e magari tamponare un partito di suo mediocre, litigioso e tragicamente involuto. Ha perso la Lega, dove le guerre intestine hanno azzoppato una marcia che pareva senza ostacoli. Ha vinto sì il centro-sinistra, ma con volti e candidati subìti e accettati spesso a malincuore dal principale partito di opposizione. La vittoria, come si sa, è medicina miracolosa e nasconde facilmente crepe e conflitti. Ma resta effimera se non impone un deciso cambio di passo.
L'alleanza di governo ne esce ovviamente terremotata: ma, paradossalmente, più per feroci e interni regolamenti di conti che come assetto complessivo. Difficile pensare (se è lecito guardare al Colle) che si favoriscano crisi al buio e comunque di esito imprevedibile in un contesto internazionale sicuramente complicato. I conti economici sono da sorvegliare più che mai e le tempeste finanziarie non sono ancora un retaggio del passato. C'è una guerra in Libia in corso (che tutti dimenticano) e i rischi per le nostre missioni all'estero sono più vivi che mai.
Certo, il governo è più debole, la sua maggioranza è meno coesa, il cammino di riforme continuamente annunciate si fa più aspro: eppure a nessuno (opposizione compresa) oggi "conviene" forzare la mano per provocare il crollo. Una volta di più in realtà il baricentro della stabilità e della eventuale rottura passa dalle mani di Bossi e della Lega. Strana sorte (che dovrebbe far riflettere tutti gli altri sui propri limiti e sui propri errori) che il crocevia della politica italiana sia adesso un partito solo del Nord e sempre dipinto come rozzo, incolto e impresentabile.
Anche il Carroccio si interroga , leccandosi le ferite. E forse ancora colpito da sconfitte inaspettate (ci si è messa pure la "fatal Novara"), soppesa le opzioni possibili per non finire affondato in compagnia di altri nell'abisso del declino. La base spinge per il "ritorno alle origini", a quel "soli contro tutti" che rinfocola l'appartenenza e la carica rivoluzionaria. Il gruppo dirigente, tuttora diviso da forti conflitti personali, appare incerto, se non smarrito. E il vecchio leone, più consapevole di quanto non si pensi del gioco degli equilibri e dei contrappesi necessari a uno scacchiere politico pur così deteriorato, valuta con freddezza le vie d'uscita possibili. "La Lega va dove vado io" ha ripetuto Bossi ancora di recente. E sta probabilmente verificando se esistano altri taxi disponibili (l'unico sinora è stato soltanto il Cavaliere) per portare a compimento il suo disegno di smontaggio e rimontaggio dello Stato. Forse bisognerà aspettare in giugno il pratone di Pontida.
Infine, di fronte allo spettacolo delle feste e dei pianti post-elezioni, sia concesso, da parte di uno che non la conosce, di offrire simbolicamente un fiore alla solitaria e appestata donna Letizia…



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.

















