Elezioni Usa/ Gingrich, leader dei Tea Party con troppe donne nel passato. La scheda

Mercoledì, 4 gennaio 2012 - 08:41:52

Se vincera' le primarie del partito repubblicano, sara' a tutti gli effetti un grande ritorno quello di Newt Gingrich, l'ex speaker della Camera e 'nemico giurato' di Bill Clinton che a 68 anni, dopo una carriera di grandi successi e rumorose cadute, e' tornato sotto i riflettori lanciando la sua sfida per la corsa alla Casa Bianca. Tra le figure piu' controverse della politica Usa, Gingrich e' l'uomo del Contratto con l'America, come fu definito il manifesto politico con cui, nel 1994, provo' a rilanciare il partito repubblicano dopo la sconfitta elettorale di due anni prima, quando Clinton sconfisse George Bush padre. Grazie a quell'operazione, Gingrich strappo' ai democratici la maggioranza alla Camera, per la prima volta dal 1954, divenendone presidente. Il rilancio del partito non ebbe pero' gli effetti sperati: nel 1996 Clinton rivinse le elezioni e, due anni dopo, Gingrich perse la presidenza della Camera.

Stavolta il leader della rivoluzione conservatrice ha deciso di provarci di persona, e per lanciare la sua candidatura ha firmato un nuovo contratto, quello "per il 21esimo secolo", siglato proprio in Iowa. Nello stato, dove ha lanciato un tour di 44 tappe, Gingrich ha subito un brusco calo di popolarita', attestandosi intorno al 14% delle preferenze, ma la sua esperienza, la fama di 'pensatore creativo' guadagnata in decenni di politica e il sostegno del Tea Party ne fanno un rivale pericoloso per il favorito Mitt Romney.

Gli ostacoli sul cammino di Gingrich pero' non sono pochi, e sono legati soprattutto alle ombre del suo passato. Quando era presidente della Camera, e dava battaglia al presidente Clinton cavalcando lo scandalo Lewinsky, fu svelata una sua relazione clandestina con la sua assistente, Callista Bisek (oggi sua terza moglie), che si rivelo' un duro colpo per la sua immagine, alienandogli le simpatie di gran parte dell'elettorato tradizionalista. Al centro di numerose critiche e' finita anche la sua attivita' di consulente aziendale, seguita al suo ritiro dalle scene politiche nella seconda meta' degli anni Novanta, per la quale e' definito dagli avversari un acceso lobbysta.

Tra i capisaldi del suo programma, riduzione delle tasse, tagli alla spesa, creazione dei posti di lavoro e piu' durezza nella lotta al terrorismo.



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