Elezioni, gli ultimissimi sentiment. Speciale

Sabato, 6 giugno 2009 - 10:26:00

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Elezioni/ In calo l'affluenza alle urne

Elezioni/ Tutti i numeri e le info. Come si vota. La scheda
Ci siamo. Dopo una campagna elettorale in cui si è parlato pochissimo di Europa e molto di gossip, gli italiani vanno alle urne per eleggere i rappresentanti al Parlamento europeo, rinnovare 62 amministrazioni provinciali e più di 4.000 comuni (30 capoluogo). Il punto fondamentale sarà l'affluenza alle urne, che - secondo gli esperti - rischia di essere particolarmente bassa. Una scarsa partecipazione danneggerebbe soprattutto i grandi partiti, in particolare al di sotto del 75%. Gli indecisi sono in particolare nel Centrosinistra ma anche diversi elettori della maggioranza potrebbero disertare i seggi. A temere è il Popolo della Libertà, il cui obiettivo è il 40%. L'asticella sopra la quale esultare, anche se nelle ultimissime ore è affiorata un po' di preoccupazione tra gli ex Forza Italia e gli ex Alleanza Nazionale.


Roberto Formigoni alle urne
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Il timore è quello di restare sotto questo livello anche e soprattutto a causa del passaggio di non pochi elettori alla Lega Nord. Infatti, stando a ciò che si dice nel Palazzo, gli spostamenti principali saranno all'interno delle stesse coalizioni. E il Carroccio è pronto a stappare le bottigle di spumante: in Via Bellerio sono convinti di superare la doppia cifra e andare oltre il record storico ottenuto nel 2006. Il movimento di Bossi potrebbe conquistare voti anche al di fuori della 'Padania', come in Toscana, Marche, Umbria e perfino nel Lazio. Oltre a sfondare nella rossa Emilia Romagna e a raccogliere qualcosa al Sud e nelle Isole. Ma è nel Veneto e in Lombardia che si gioca la partita principale, soprattutto in vista delle Regionali del prossimo anno. I leghisti sono convinti di diventare il primo partito nella terra della Laguna, superando il Pdl, più difficile in Lombardia (osservando i dati delle Politiche), impossibile in Piemonte.


Emanuele Filiberto alle urne
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Quanto al Partito Democratico, anche se Dario Franceschini non ha mai indicato un obiettivo, la speranza è quella di non scendere sotto il 27%. Comunque un dato nettamente inferiore rispetto a quello di quattordici mesi fa. La paura è quella dell'astensione e della dispersione del consenso verso le altre (e numerose) liste di Centrosinistra; il tutto a causa della mancanza, in questa tornata, del "voto utile" per battere Berlusconi. E' chiaro che al di sotto del 27% per il Pd si aprirebbe una fase molto difficile in vista del congresso di autunno. Al contrario, una cifra sopra questa quota farebbe respirare la principale forza di opposizione e non escluderebbe una ricandidatura di Franceschini alla segreteria.

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