Esclusivo/ Sarà decreto sul caos-liste
| FORUM/ Caos liste in Lombardia e nel Lazio. Di chi è la colpa? Come finirà? Regionali/ Adinolfi ad Affaritaliani.it: "Dai giudici un golpe. Il Pd dia un assenso alla soluzione politica" |
Il governo sta preparando un decreto legge per intervenire nel caos liste che ha escluso il Popolo della Libertà nella competizione elettorale nel Lazio e addirittura il listino di Roberto Formigoni, quindi anche la Lega, in Lombardia. Lo conferma ad Affaritaliani.it una fonte interna all'esecutivo (massimi livelli). Si tratta di una soluzione difficile, alla quale stanno lavorando i vertici del Pdl insieme al presidente del Consiglio. Silvio Berlusconi, ascoltati i suoi più stretti collaboratori, avrebbe deciso che la soluzione migliore è quella di sanare il pasticcio attraverso la strada del dl. Ma come intervenire? L'ipotesi più gradita alla maggioranza e in particolare al Carroccio è quella di un decreto che tramuti in legge le sentenze del Consiglio di Stato, in modo tale che i magistrati debbano solo applicarle e non più interpretarle - e confermi quindi la data delle elezioni (28-29 marzo).
Ma un decreto legge deve essere controfirmato dal Capo dello Stato e, trattandosi di materia elettorale, serve anche un consenso abbastanza diffuso tra le forze politiche. Stando a fonti interne al Centrodestra, il Quirinale preferirebbe avallare un rinvio della consultazione a dopo Pasqua piuttosto che una legge che trasmormi in regolari le firme e le documentazioni delle liste che per i giudici non lo sono. Anche dalle opposizioni sono arrivati segnali di apertura. Antonio Di Pietro ha detto che non vuole vincere a tavolino e il Partito Democratico è in forte imbarazzo (vedi box a lato). Altre fonti del Pdl confermano che si sta lavorando per questa soluzione in modo bipartisan. Tra i nodi da sciogliere ce n'è anche un altro: il rinvio riguarderebbe solo Lazio e Lombardia o anche le altre undici regioni chiamate al voto? Non c'è ancora una risposta a questo quesito, ma a maggio, ad esempio, si tengono elezioni locali in Sardegna e quindi si potrebbero accorpare le consultazioni.
In queste ore sono fitti i contatti tra Palazzo Chigi e la Presidenza della Repubblica. A mantenerli, come sempre in questi casi, è il sottosegretario Gianni Letta. Nel vertice del Popolo della Libertà di giovedì pomeriggio il premier farà il punto della situazione. Ma quello che serve è una decisione rapida e tempestiva. Non si possono attendere i tempi del Tar. Anche perché pende la minaccia della Lega, che, in caso di esclusione in Lombardia, potrebbe ritirarsi anche dal Veneto (dove il candidato favoritissimo è il ministro Luca Zaia) e dal Piemonte (in corsa Roberto Cota contro Mercedes Bresso). Insomma, mancano gli ultimi dettagli. Ma la decisione di intervenire per decreto è ormai presa.
I FINIANI CONTRARI AL DECRETO - "Stiamo nei limiti della legge e accetteremo tutte le sentenze. D'altronde non abbiamo alternative". Il vicecapogruppo del Pdl alla Camera Italo Bocchino - vicinissimo al presidente della Camera - "esclude" l'eventualità di un decreto legge per risolvere il problema delle liste e afferma di non vedere "alcun complotto organizzato per far fuori il Pdl". Bocchino si dice "ottimista" sulla possibilità che il Tar riammetta il listino Formigoni. Sul fronte laziale, anche se la lista del Pdl non verrà riammessa, "basta un appello congiunto in cui Berlusconi e Fini invitano a convogliare i voti sulla lista Polverini oppure solo sul nome del governatore, e il gioco è fatto".



Commenti
Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.


















