Egitto/ Violenti scontri tra cristiani copti e musulmani

Mercoledì, 9 marzo 2011 - 10:57:00

Il nuovo governo egiziano ha lanciato un allarme relativo a tentativi "controrivoluzionari" in corso. Lo riferisce l'agenzia ufficiale Mena dopo gli scontri in alcune parti del Cairo attribuibili da piu' parti a irriducibili di Hosni Mubarak.  L'allarme del governo si riferisce a diversi scontro nella capitale, tra i quali quelli in piazza Tahrir, dove ancora oggi erano presenti decine di quei manifestanti che hanno dato vita alla protesta che terremoto' i vertici politici e istituzionali del Paese nordafricano. Ad aggredirli sono stati gruppi di uomini armati di pietre, bastoni e coltelli qualche ora dopo che l'esercito aveva rimosso dalla piazza le ultime tende della protesta. "Ci hanno attaccati, volevano che lasciassimo la piazza. Ho visto due persone ferite alla testa, trascinate via dalla gente", hanno raccontato diversi testimoni. 

Sono dieci le persone che hanno perso la vita negli scontri fra copti e musulmani in nottata nel quartiere di Moqqatam al Cairo. Lo riferisce l'attivista e l'avvocato copto Naguib Gabrail, secondo il quale 70 persone sono rimaste ferite nelle violenze.

L'attivista ha anche riferito che sono attualmente già quattromila i manifestanti davanti alla sede della televisione pubblica, dove stazionano da ormai quattro giorni e altrettante notti, in seguito all'incendio, sabato scorso, di una chiesa a Sud del Cairo. Sul bilancio degli scontri in nottata, le cifre, però, sono discordanti. Alcune fonti della sicurezza parlano di due morti, mentre fonti ufficiali, al momento, riferiscono solo di una cinquantina di feriti. In nottata, sempre secondo fonti della sicurezza, è stato rilasciato il religioso copto, in carcere perchè accusato di aver falsificato i documenti di una donna cristiana convertita all'Islam, e la cui liberazione i manifestanti hanno chiesto per giorni. I violenti scontri fra cristiani e musulmani sono esplosi ieri sera al Cairo dopo tre giorni di proteste dei copti per il rogo, venerdì, di una chiesa ad Atfih. Coinvolto il quartiere povero a maggioranza cristiana di Moqattam, dove ieri sera si aveva avuto notizia della morte di una donna.

Le proteste si sono estese ad altre zone della capitale egiziana e alcuni copti hanno bloccato una strada a grande scorrimento dove, dicono testimoni, sono stati attaccati da musulmani. I militari hanno sparato in aria. Il primo ministro, Essam Sharaf, che ieri si era recato davanti alla sede delle tv di Stato per incontrare i manifestanti, aveva tentato di gettare acqua sul fuoco, rinnovando il suo impegno con copti e musulmani a cercare soluzioni. Ahmed el Tayyeb, il grande imam di Al Azhar, aveva condannato l'incendio della chiesa, dopo avere incontrato un vescovo copto.

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