Egitto, strage allo stadio: 74 morti e mille feriti

E' degenerata in un vero e proprio terremoto politico, in un Egitto ben lungi dall'aver recuperato stabilita' dopo la caduta di Hosni Mubarak, la strage di mercoledi' sera allo stadio di Port Said, dove violenti tumulti sono divampati al termine di una partita di campionato. Sono almeno 74 i morti accertati per quella che e' in assoluto una delle tragedie piu' gravi nella storia del calcio, mentre il numero dei feriti ha superato il tetto delle mille unita'.
Il Supremo Consiglio delle Forze Armate, al potere ormai da un anno, ha proclamato tre giorni di lutto nazionale, mentre il suo capo Mohamed Hussein Tantawi, ha espresso "profondo rammarico" per l'accaduto. Il premier Kamal al-Ganzouri ha riconosciuto la propria responsabilita' istituzionale in relazione a quanto e' accaduto, e davanti al Parlamento riunito in seduta di emergenza si e' detto pronto a "renderne conto" e ad "adempiere qualsiasi direttiva mi sia impartita", alludendo a un'eventuale rinuncia all'incarico. Ma il Parlamento, che ha votato esprimendosi in favore dell'apertura di una inchiesta, ha presentato un reclamo formale contro il ministro dell'Interno Mohamed Ibrahim, accusandolo di negligenza. Ibrahim, ha destituito il responsabile dell'ordine pubblico a Porto Said, Essam Samak, mentre lo stesso Ganzouri ha decapitato i vertici della Federcalcio, rimuovendone sia il direttore sia il Consiglio Direttivo. Anche il governatore della citta' portuale, situata all'imboccatura del Canale di Suez, ha rassegnato dimissioni subito "accettate".
Al termine di una consultazione durata tre ore, diversi partiti dell'intero arco costituzionale, dai liberali del Wafd ai salafiti di al-Nour, hanno sollecitato l'assemblea a votare la sfiducia all'esecutivo, sostituendolo con un "nuovo gabinetto rivoluzionario in grado di garantire la sicurezza nel Paese".
Al fischio finale centinaia di tifosi della locale squadra al-Masry, vittoriosa per 3-1, hanno attaccato i supporter di quella ospite, la cairota al-Ahly, uno dei club piu' titolati del Paese. La maggior parte delle vittime sono state calpestate dalla folla, ma non poche sono state accoltellate o massacrate di botte. Il direttore dell'impianto sportivo, Mohammed Younis, dal canto suo ha accusato la polizia egiziana di non essersi interposta tra le due fazioni per mera codardia.


Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.






































