Egitto, partiti islamici al 60%
Libertà e Giustizia, il partito dei Fratelli Musulmani, e i salafiti al-Nour avrebbero conquistato insieme il 60% dei consensi alle elezioni parlamentari che si sono tenute lunedì e martedì in Egitto. Lo riferisce l'emittente 'al-Jazeera', secondo cui i Fratelli Musulmani sarebbero circa al 40%, mentre al-Nour intorno al 20%. Il Blocco egiziano, formate da forze laiche, si fermerebbe al 15%. Si tratta, tuttavia, ancora di risultati ufficiosi. Per l'ufficialità vera e propria bisognerà attendere l'annuncio della commissione elettorale, che ieri ha fornito solo il dato dell'affluenza (62%) senza rivelare i risultati dei singoli partiti.
Il 28 e 29 novembre si è svolta la prima fase delle elezioni parlamentari egiziane, le prime dopo la caduta dell'ex rais Hosni Mubarak. Si sonon recati ai seggi gli aventi diritto di 9 dei 27 governatorati egiziani. Le operazioni di voto si svolgeranno in tre fasi e si concluderanno solo a gennaio.
Incoraggiati dai risultati elettorali, gli estremisti islamici in Egitto destano allarme tra i circoli laici del Paese, minacciando di imporre una visione ultra-conservatrice, ben lontana dal sogno liberale che animo' alcune frange della rivoluzione anti-Mubarak. Le ansie maggiori sono puntate su Hazem Abu Ismail, candidato indipendente alla presidenza, che segue la dottrina salafita ultraconservatrice dell'Islam dominante in Arabia Saudita. Il principale partito che raggruppa i candidati salafiti, Al Nur, e' lanciato a conquistare oltre il 20 per cento dei voti e di fatto si candida a rappresentare la sorpresa di questa prima fase di voto. In un'intervista televisiva giovedi' sera, Ismail ha dichiarato che tutte le donne musulmane vogliono andare in giro velate e che uomini e donne giovani e non sposati non dovrebbero frequentare gli stessi luoghi pubblici. E ancora: ha sostenuto che la vicinanza di persone di sesso diverso nei luoghi di lavoro e' "inaccettabile", mentre la produzione e il consumo in pubblico dell'alcool dovrebbero essere vietato; e commentando la forte affermazione dei partiti islamici nelle zone attorno al Mar Rosso, cosi' popolari tra i turisti occidentali, ha aggiunto che gli elettori "hanno scelto di preservare il proprio onore". Sebbene sia considerato una figura marginale nella 'corsa' alla presidenza, le sue opinioni hanno lasciato di stucco i circoli intellettuali, fiduciosi che il rovesciamento del regime di Hosni Mubarak portasse, dopo 30 anni, nuove liberta' di espressione. Ma non basta : perche', sempre giovedi', un altro leader salafita e candidato ad Alessandria per il Parlamento, Abdel Moneim El-Shahat, ha liquidato il Premio Nobel egiziano per la Letteratura, Naguib Mahfouz, come uno che "incita alla promiscuita', alla prostituzione e all'ateismo". El-Shahat ha descritto romanzi come 'Vicolo del mortaio' o 'La Trilogia del Cairo' come ambientati in "bordelli e giri di droghe"; e poi ha definito "Figli del nostro quartiere", uno dei libri che assicuro' il Premio Nobel nel 1988 al grande scrittore arabo, come un romanzo i cui "simboli incoraggiano l'ateismo". La reazione non si e' fatta attendere. Su Facebook e' rapidamente comparso un gruppo battezzato 'Di' no ad Hazem Abu Ismail' e Twitter e' stato inondato da una pioggia di commenti indignati. "Siamo sulla buona strada per diventare un nuovo Afghanistan", ha aggiunto qualcun altro su Twitter.


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