Egitto e Stati Uniti ai ferri corti
Gli Stati Uniti hanno manifestato "profonda preoccupazione" per le perquisizioni effettuate da magistrati, con l'appoggio di poliziotti e militari, nelle sedi al Cairo di diciassette organizzazioni non governative, tra le quali almeno due americane, con il divieto per i dipendenti di uscirne e per gli estranei di entrarvi, e con il successivo sequestro di materiale documentale. "Siamo molto preoccupati perche' un'operazione simile non e' appropriata in ambienti del genere, e perche' e' in contrasto con la cooperazione bilaterale intrattenuta per molti anni", ha dichiarato la portavoce del Dipartimento di Stato, Victoria Nuland, aggiungendo che l'ambasciatore Usa in Egitto, signora Anne Patterson, si e' subito messa in contatto con la giunta militare al potere per esprimere la sua costernazione; altrettanto ha fatto Jeff Feltman, vice segretario di Stato con delega per il Vicino Oriente, convocando allo scopo l'ambasciatore egiziano a Washington, Sameh Shoukry.
"Ci aspettiamo che questa questione sia risolta immediatamente", ha sottolineato Nuland, "e sollecitiamo il governo egiziano a porre subito fine a tali abusi, e a restituire ai legittimi proprietari quanto sottratto loro". Le Ong statunitensi i cui locali sono stati perquisiti sono l'Ndi, l'Istituto Nazionale Democratico, e l'Iri, l'Istituto Repubblicano Internazionale; gli uffici di quest'ultimo sono stati chiusi, e vi sono stati apposti i sigilli. Ambedue sono impegnate nella formazione dei membri dei partiti politici, cosi' da rafforzare il ruolo della incipiente democrazia. Lo stesso Iri ha espresso "sgomento e disappunto" per l'accaduto, ricordando di essere attivo in Egitto da sei anni, e definendo "ironico" il fatto che "nemmeno nell'era di Hosni Mubarak fossimo stati soggetti a un'iniziativa cosi' aggressiva". Dure critiche sono state formulate peraltro anche a livello locale. Mohammed ElBaradei, gia' segretario generale delle Nazioni Unite e potenziale candidato alle future presidenziali nelle file dell'opposizione laica, ha avvertito come "le organizzazioni umanitarie siano i guardiani della nascente liberta'", e "gli sforzi per soffocarle costituiscano una grave battuta d'arresto, destinata sicuramente a rivelarsi controproducente". A sua volta la Rete Araba per l'Informazione sui Diritti Umani ha sottolineato che "prima dalla rivolta nemmeno il regime di Mubarak oso' intraprendere certe pratiche", volte a "intimidire attivisti e difensori dei diritti, imbavagliare loro la bocca e bloccarne le attivita' a sostegno delle liberta' fondamentali e contro la repressione e la tortura".


Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.






































