E ora le grandi riforme si facciano insieme. Per il bene di tutti
Un Veltroni che parla a braccio, rinvigorito e tonico. Due milioni e mezzo di persone, hanno detto gli organizzatori. Ma le cifre lasciamole alla storia. La manifestazione al Circo Massimo ha ridato all'Italia un'opposizione che sembrava scomparsa, divisa in utili guerre intestine. Un Partito Democratico forte fa bene alla democrazia, all'Italia e al bipolarismo.
Conviene anche alla maggioranza e al presidente del Consiglio avere una minoranza coesa e che non fa sconti. Una minoranza che sappia però affiancare a slogan, striscioni e bandiere anche proposte concrete. I prossimi mesi saranno decisivi per il futuro del Paese. Non solo per la crisi internazionale, sulla quale il Pd si è già detto pronto a votare il decreto dell'esecutivo.
Giustizia, federalismo fiscale e riforme istituzionali saranno le prossime sfide parlamentari. Serve un confronto serio, trasparente e serrato. Berlusconi governi e Veltroni faccia l'opposizione. Ma sulle regole comuni si cerchi un'intesa tra maggioranza e opposizione. Non per rilanciare un falso compromesso storico bensì per evitare ulteriori divisioni all'Italia. Che farebbero solo male alle istituzioni (tutte), alle imprese e ai lavoratori. Un Paese moderno sa distinguere l'azione dell'esecutivo dalla convergenza parlamentare sui grandi temi. Si recuperi quindi lo spirito di inizio legislatura.
Il Cavaliere accetti il contributo dell'opposizione e l'ex sindaco di Roma non si arrocchi in no preconcetti. Gli elettori sono più avanti degli eletti e sono maturi per un Paese veramente bipolare e, forse, in futuro bipartitico. Il Pd dovrà ora decidere che fare con l'Italia dei Valori, necessaria numericamente per vincere ma pericolosa per le sue posizioni radicali. La partita delle alleanze a sinistra è ancora tutta da giocare. Alcuni guardano all'Udc di Casini e altri alla sinistra radicale massacrata il 13 aprile.
Comunque vada a finire il Pd dovrà essere in grado di fare da contraltare al Popolo della Libertà, con un'alleanza di governo vera e non con cartelli elettorali modello Unione. Solo una seria alternanza Centrodestra-Centrosinistra - che sanno unirsi sui grandi temi - può fare dell'Italia un paese europeo, maturo e moderno.



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