Dopo il voto la resa dei conti nel Pdl, Ex An e seguaci di Scajola in subbuglio

Venerdì, 27 maggio 2011 - 13:52:00

Scajola

Nel Pdl non è in fermento solo la componente azzurra. Anche gli ex di An non stanno certo a guardare e alla vigilia dei ballottaggi si intensificano incontri e contatti. A 360 gradi. Sembra quasi essere tornati all'epoca delle vecchie correnti. Oggi le definiscono 'aree politiche di confronto'. Una spia del disagio all'interno del partito. Nessuna minaccia di gruppi autonomi e rotture, assicurano le varie anime, tutti garantiscono che resteranno nel Pdl, ma vogliono un nuovo centrodestra. E agli ex forzisti mandano un messaggio chiaro: 'Senza di noi non si va da nessuna parte'. La tensione, dunque, si tocca con mano. Mentre le colombe azzurre di Liberamente e gli scajoliani si cercano e si mandano segnali d'intesa negli ultimi giorni, gli ex di via della Scrofa che rispondono a Ignazio La Russa, Gianni Alemanno, Altero Matteoli e Andrea Augello annusano l'aria e si contano. E coltivano un dialogo intenso con i 'futuristi' moderati Andrea Ronchi e Adolfo Urso. L'area che fa capo a Matteoli non cambia posizione: nessuna riedizione di An, ma bisogna cambiare rotta, abolendo la formula del 70-30%. Il ministro delle Infrastrutture, raccontano, va ripetendo ai suoi che si va avanti con il Pdl riorganizzandolo a cominciare dall'eliminazione, appunto, di formule e quote che impediscono al partito di strutturarsi sia a livello periferico che centrale. In particolare, chiede che si facciano i congressi e si eleggano i coordinatori (nazionali e locali) superando il principio della nomina dall'alto. 'Nessun gruppo autonomo, si', invece, ad aree politiche di confronto', assicura uno degli uomini piu' vicini a Matteoli. 'Non esistono gli ex An e gli ex di Forza Italia, c'e' solo il futuro del Pdl, nel quale ciascuno portera' il suo contributo', sbotta Gasparri, che avverte: 'Ora dobbiamo concentrarci sui ballottaggi, dopo parleremo del partito ma dobbiamo farlo con spirito costruttivo, senza arroccamenti e reducismi'. Il capogruppo del Pdl a palazzo Madama invita a non farsi la guerra tra le varie anime e cita Jovanotti: 'Al Senato abbiamo costruito un modello positivo e lo mettiamo a disposizione dell'intera comunita' del Pdl. E' giusto che ognuno pensi al suo radicamento territoriale e alla sua identita', ma solo guardando avanti e pensando positivo. Le elezioni hanno confermato una netta tendenza bipolare. Nessuno scoramento, dunque, vediamo le cose da migliorare con spirito positivo e senso di responsabilita', soprattutto verso gli elettori'. 'Facciamolo -avverte Gasparri- senza sottovalutare nulla e senza alcuna tendenza al catastrofismo che ci fa solo del male. No, quindi a riorganizzazioni in base alle appartenenze. Lo ripeto, noi mettiamo a disposizione la nosta esperienza politica del Senato, che proseguiremo'.

Anche i 'larussiani' si danno da fare. Viviana Beccalossi invita a non dividersi: 'La comunita' politica umana degli ex An deve ritrovare una sua unita' sotto lo stesso tetto. Abbiamo lavorato per non disperdere un patrimonio e una esperienza politica, culturale e identitaria, molto importante'. 'Purtroppo, nelle ultime settimane -ammette Beccalossi- ho notato che rischiamo di disperdere tutta questa ricchezza. Non bisogna esser uniti contro qualcuno, ma per realizzare un nuovo centrodestra che deve partire necessariamente dal Pdl. Spiace vedere, invece -continua- che tra alcuni di Fi sta prevalendo il motto 'salviamoci, finche' si puo' organizzandosi per il dopo-Berlusconi. Se vogliamo lavorare per il dopo non si puo' prescindere da Berlusconi, e' chiaro. Ma attenzione: il Pdl non puo' esistere senza la componte di An, altrimenti bastava tenere in vita Fi e An, magari confederandosi'. 'Oggi -sottolinea- e' troppo facile alla vigilia di sconfitte annunciate di Napoli e Milano prendere le distanze e dare la colpa a questo o quel ministro e coordinatore'.

Ai 'larussiani' non sono piaciute le continue bordate di questi giorni di Alemanno sulla questione del ministero del Nord. 'La questione e' stata presa troppo di petto', dice Beccalossi che chiede al primo cittadino di Roma di lavorare per tutti, 'perche' c'e' spazio per tutti. Dobbiamo, pero', lavorare nella stessa direzione, non l'uno contro l'altro, altrimenti rischiamo di fare la fine dell'Ulivo...'. Gli alemanniani non ci stanno. Barbara Saltamartini non replica e avverte: 'Sono convinta che dopo i ballottaggi si debba aprire necessariamente una fase di dibattito all'interno del Pdl. Crediamo che il percorso congressuale indicato dal partito sia quello migliore per aprire un confronto interno alla luce del sole, dove si possa ragionare su un maggiore radicamento sul territorio'. Niente scissioni o nuove An. 'Dobbiamo lavorare nel Pdl -dice- non sono certo una fautrice della 'rifondazione missina'. Insisto, mi auguro che ci sia una fase congressuale, ma nessun ritorno al passato, vedo troppa fantasia in giro'.

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